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Sora Speranza

Tucche tucche,
ca chi bussa?
Mani trimulanti
chella porta
aprono,
e tu chi si?
So' sora Speranza!
E che vulite a mia,
nun v'è bastata
la vita
e o maritu miu?
Stu fioru
puru levar
mi vuliti?
No; i stongu ca
pe' dirti
ca lu figliu tua
oltre va,
ma senza cunoscere
vendetta,
siederà a la dritta
de lo Padre
suo diletto,
senza nisciuna macchia.

 

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3 commenti     5 recensioni    

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5 recensioni:

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  • Nicola Lo Conte il 21/10/2013 21:53
    Bella, nella sua velata malinconia con il tuo inconfondibile stile
  • Anonimo il 18/10/2013 20:18
    Bellissima e significativa questa tua.
    Bravo Don, come sempre!!
  • Anonimo il 18/10/2013 20:07
    bella in dialetto bravissimo don
  • Rocco Michele LETTINI il 16/10/2013 17:14
    Hai indicato la via de l'Eden... con un encomiabile verseggio...
    Speranza di un futuro eterno ove la gioia troneggia in primis...
  • Caterina Russotti il 16/10/2013 17:13
    Veramente bella questa tua poesia dialettale. Bravo Don

3 commenti:

  • Giulia Aurora il 18/10/2013 21:02
    molto profonda e solenne con grandi significati questa poesia che fa riflettere
  • salvo ragonesi il 18/10/2013 20:13
    Bella veramente caro Don. Ti ringrazio per essere passato dalle mie partivisto non si possono fare più commenti ho approfittato un saluto. salvo.
  • Alessandro il 17/10/2013 01:06
    Versi dialettali per le storie di gente semplice e priva di cinismo.

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