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Il faro del Fenaio - Isola del Giglio

Al picco della scogliera
ruvida e arsa
soffocato dagli alberi di fico
criniere carghe
di foglie abbruciate
appari
nel ricordo di un orto e di un ulivo
divelto da furie ventose,
tra pietre calde come grosso pane.

Scendendo dal fronte dei pini
- ah le pigne resinose e profumate di sale
che cadono come rintocchi in mezzo agli aghi! -
impavida e dolce riparo chiami
chiusa nella lanterna cieca,
torre solitaria in faccia al mare.

Piccolo uomo nella notte sei
qui sulla costa
e il mare ti rugge attorno
fin sotto al granito
maculato e amaro.


Ad un passo dall'abisso stai
come ogni cuore nostro
a richiamar le stelle,
scomparse e amiche
del nostro andare.

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Caterina Russotti il 23/10/2013 23:40
    Stupenda poesia dai versi suggestivi e descrittivi dell'Isola del Giglio e del suo faro... Complimenti
  • salvatore maurici il 23/10/2013 18:21
    Il mare e la sua Bellezza, la sua vicinanza e la capacità a confondersi con il cielo e le stelle, ha il fascino delle cose che tutti vorremmo godere all'infinito e poi il mondo, le cose terrene che gli stanno attorno ed a contorno, a giustificazione della sua immensità. Condivido il parere di Chira di versi speciali che Maria Teresa vuole donarci.

3 commenti:

  • mariateresa morry il 24/10/2013 16:36
    grazie vobis, cari amici
  • Giuseppe Amato il 23/10/2013 20:31
    ti sento originale e personalissima nei tuoi versi che alla descrittività aggiungono una partecipazione emozionale che arriva a chi ti legge
  • Chira il 23/10/2013 17:47
    Ben tornata Mariateresa!! Eccoti come sempre con versi speciali, solo tuoi, a portarci una foto di un angolo di paradiso e dell'ultimo pezzo di estate che sembra non voglia andar via. Immagini e termini che sanno di unicità e quindi di preziosità.
    Chiara

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