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Torture bendate

Sfida di sangue
Caviglie fasciate
Su un lago peccatore,
Pupille coperte
Da Cerotti infetti che sfasano
La strada della
Realtà.

Bocca bendata,
Distante terra
Sotto i miei piedi,
Non potete ascoltare il
Il male abominevole.

Elimino la mia maschera
Di carta,
incollata
Sul mio viso.
Osservo voi tutti
Con accanto il disegno
Della mia tortura.
Perfetta simmetria
Dei corpi schierati
Apatici
Con le bende sul viso
E le mani in mano...

È un incubo Vedere,
E ponendo al loro posto
Gli stracci dell'incoscienza
Su me,
Senza vedere,
Senza poter gridare,
Lentamente ritorno
Sulla nostra
Croce.

 

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2 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Ferdinando il 28/04/2016 14:39
    molto bella... complimenti.
  • Rocco Michele LETTINI il 27/10/2013 14:23
    Elimino la mia maschera
    Di carta,
    incollata
    Sul mio viso.
    Prova di un essere di voler ritrovare il retto cammino in una quotidianità ormai marcia... Profondo verseggio...
  • Alessandro il 27/10/2013 14:15
    Un incubo Vedere. La maledizione del poeta veggente, che più degli altri si ritrova a osservare impotente i mali della società. Piaciuta

2 commenti:

  • Fabio il 30/11/2013 01:56
    bella molto bella, profondo e curioso
    viaggio onirico
  • loretta margherita citarei il 27/10/2013 16:52
    profonda molto particolare originale

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