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Viole frementi

Impulso smunto
Tedio vacuo dai tratti dorati
Per non avvertire ciò che anima
Questi palpiti d'ansimi delicati.


Sono tuffo che scivola
Come cascata
Di viole frementi
Fra flutti scuri,
La dove le spiagge sono celate.

Sono ritorno d'onda
Che sciama piano
Sull'arenile delle fiamme disperse

Delle dita e dei palmi spogli

In questa notte non ho appetito
Non voglio bere
Non intravedo la volta stellata
Mentre trangugio ansanti sospiri

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 01/11/2013 14:11
    Un serto per questa tua sublime!
  • Raffaele Arena il 31/10/2013 00:51
    Traspare molta sofferenza da questa composizione, con parole usate come metafore per esprimere un sentimento di "chiusura" di stanchezza. E bello come riesci a far compenetrare la visione con l'emozione che arriva sempre al cuore. Bella!

3 commenti:

  • Alessandro il 31/10/2013 20:51
    Una notte senza cielo, senza speranza, dove il riposo non ristora. Piaciuta
  • loretta margherita citarei il 31/10/2013 17:26
    sofferto verseggio, piaciuta
  • Rocco Michele LETTINI il 31/10/2013 06:09
    Da la sofferenza un verseggio di stizza volutamente forgiato... LA MIA LODE...

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