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Sotto il mio piede destro

Che vaghezza, che leggiadria,
gratificazione pura del momento.
La pacatezza divina
mi deriva da te, piacere puro.
Tutto il tuo remoto
pubblico t'acclama.
giovani, anziani...
Persino le donne!
Tanta gente t'han voluto!
C'è chi alle tue avance s'è difeso,
Chi al tuo aplomb s'è venduto, s'è alienato.
Quasi tutti hai forsennato!
Tanti t'han preso e poi t'han scaricato.
Ma assai si son contriti, pentiti.
Mah... son io che però posso
esultare con te ora.
Di questi attimi mi faccio
Re nei confronti loro.
Vicino al viso mio tanti t'osservano,
l'invidia l'assale, ciarlano di te!
Estorcere da me ti vorrebbero,
anche sol per un secondo.
Sei la cosa più bella per loro,
pentiti, che possiedo solo io.
Loro ti vorrebbero gettar per sempre,
ma non c'è l'ha fanno, s'illudono, fremono!
E io di fronte al palpito loro
Ti godo sino l'ultimo, succhiandoti tutta a me.
Quasi è peccato,
alla tua fine,
scagliarti a terra e calpestarti
sotto il mio piede destro.

 

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1 commenti:

  • Alessandro il 31/10/2013 20:37
    La caduta dell'arrogante imbonitore descritta con eleganza.

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