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Dopo il due

Qualcuno sussurra versi d'amore alle tre di notte,
qualcuno muore di nascosto con una gamba fuori dal letto;
e non ci sarebbe neanche niente di male
se non ci fossero gli altri
a mettersi in mezzo. Ingombranti
e sciocchi come sacchi mezzi sgonfi.
Stupide meraviglie a quadri troppo grossi,
merce rubata al mercato,
sarebbe già un miracolo
arrivare a mercoledì.
Bisogna chiudere le porte, tappare i buchi,
rinnovare il sorriso, rifarsi gli occhi
senza avere paura di rimanere in ginocchio
come anime pie a pregare
chissà quale santo.
Dopo il due mi piacerebbe
ritrovare un vecchio amico,
a braccia incrociate
a meno di un metro dal cancello.
No, chi se ne frega della verità,
il segreto è rimanere in silenzio.

E poi chi l'ha detto che il coraggio
deve per forza venire da dentro:
se fuori c'è il sole magari
anche sopra il tetto di una casa
si potrebbe vivere in pace
senza pensare ai congiuntivi
che si travestono da presente.
Leggere un libro, chiedersi da che parte
verrà la prima folata di vento.
Chiedere scusa usando le dita dei piedi,
e poi correre in tondo
alla ricerca di un significato
che ci lasci a bocca aperta.
Una, due, mille volte,
che importa? Anche se non piove da giorni
il cielo è ancora qua, ad impressionare
con le sue scie bianche
chi non ha ancora capito
che non c'è scorciatoia
che serva veramente a qualcosa.
Piangere, ridere, e poi piangere di nuovo:
raccogliere le lacrime in un bicchiere
e poi dare la vita a un germoglio.
Fosse possibile essere felici
scordandosi d'allacciarsi le scarpe,
sarebbe già un bel passo avanti.
Qualche volta va più che bene,
non so che farmene dell'infinito sentire,
e di tutti quei poeti che volevano
perdersi per poi tornare ad essere grandi.

Non spero niente, eppure ho meno ghiaccio
a restringermi le spalle, e non c'è colpa
che sia più lontana da chi mi teneva
il cuore fra le dita. Stretto stretto,
come una farfalla stordita
lasciata in balia della burrasca
sopra un inutile petalo rosa.
E anche se non lo grida
sa già come scambiare due chiacchiere
con la sua ora. Fredda, banale,
come tutti gli addii. Insulsa e fragile,
non sa far altro che chiedere scusa.

 

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1 recensioni:

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  • Caterina Russotti il 02/11/2013 09:34
    Bellissima, l'ho letta più volte per assaporarla in tutto il suo splendore... Complimenti.

2 commenti:


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