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Exodus

Passano gli anni
e ancora trilla,
inclemente,
la tua sveglia
al mattino,
mentre la mano
brancola nel buio
per tacitarla.
Malgrado la stanchezza,
coltivi la speranza
che la scena continui
negli anni a venire,
mentre ti assale la paura
di non raggiungere
l'approdo finale,
quegli anni
che ti mancano
al riposo senile.
I tuoi giorni
sono scommesse
di carta poggiate
su cumuli
di bollette mensili
che ti marcano il tempo
come sabbia di clessidra.
Qualcuno ti ricorda,
che il lavoro nobilita,
ma molti non sanno
che la paura di perderlo
ti debilita...

 

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2 recensioni:

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  • LIAN99 il 04/11/2013 00:00
    La recensione anonima è di LIAN99
  • Anonimo il 03/11/2013 23:58
    Bellissima ed attualissima poesia che descrive con rara capacità la sfiancante routine quotidiana di un lavoratore di mezza età prossimo alla pensione - niente affatto scontata- e la sua snervante situazione psicologica di fronte alla possibilità di poter perdere da un momento all'altro la sicurezza del proprio lavoro. È l'avvilente condizione in cui si trovano molti dopo una vita di lavoro; costretti a fare i conti con un futuro incerto e con le bollette da pagare. Efficaci le immagini ed il ritmo poetico incalzante che ben rendono il senso dell'ansia e della tensione della situazione. Bella la chiusa con la sua amara vena ironica. Bravissimo.

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