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In principio era il verbo

Assumere e
assunsi.
Sapore di te
l'alba di te.
Nascosi
i tuoi seni
tra i miei palmi.
La rotta collide.
Sparpagliati i semi.
Sorge da lontano
una veste
da sinistra a destra
seguo con lo sguardo
e poi al mio fianco.

Vissi due volte
all'ombra delle tue ciglia.
Sono qui
su le tue labbra

Assumere.
Assumi.
Non ricordo
dov'eravamo.

Non so dove siamo.
Su le tue labbra.
sì!
e in nessun altro luogo.

Ancora un poco.
Giocami seriamente.
Separàti
divelti
due gigli,
una parola.

Vaniglia.
E detergiti
con la mia voce
placida,
sconfitta,
disinteressata.

Tutto ritorna
così stanco.

 

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1 recensioni:

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  • ciro giordano il 03/11/2013 20:43
    È stravolta se mi posso permettere il termine. Le parole non dicono, indicano una lontananza, o meglio un profumo... Inebriamento di sè stessi nell'altro, la trovo magnifica

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