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Giuseppe il madonnaro

Giuseppe disegna sempre la sua famiglia.
I gessi si inceppano, a volte si spezzano
tra le dita dure, mani da falegname
e l'asfalto,
l'asfalto di Mantova è rovente in questo 16 agosto
giorno di premi, giorno di santi e poche preghiere.

Giuseppe disegna la sua famiglia
e parla con Dio,
in una lingua che nessuno capisce,
di quella sposa lontana e bambina,
di quel figlio che mai ha ubbidito
e del suo destino cancellato da un angelo.

Mantova è pietra che galleggia sui laghi,
i fior di loto galleggiano sull'acqua,
e una libellula rossa galleggia nell'aria.
Giuseppe ripassa il gesso
dove una lacrima ha bucato il colore
poi abbassa la testa per non farsi vedere.

Giuseppe tutti gli anni disegna la sua famiglia,
azzurro la moglie, rosso il figlio
e lui marrone spostato di lato,
più in basso, più lontano, più piccolo.

Giuseppe disegna sempre la sua famiglia,
ma il primo premio non l'ha vinto mai.

 

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2 commenti:

  • Floriano Fila il 03/11/2013 20:19
    Si, Chira hai dato la giusta lettura
  • Chira il 03/11/2013 19:51
    Dico solo: S. Giuseppe è una delle figure a me più care... quando lo penso mi viene in mente il libro di Pasquale Festa Campanile "per amore solo per amore". Parli di Lui?! ritrovo la sua umiltà e tenerezza nei versi: "e lui marrone spostato di lato, più in basso, più lontano, più piccolo." Chissà, forse ho preso lucciole per lanterne e te ne chiedo scusa ma... mi piace molto aver interpretato in questo modo la tua poesia.
    Chiara

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