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Una ragazza è morta

Una ragazza
fugge di casa, si droga... muore!

Ma chi è l'assassino? Chi il colpevole? Chi la causa?

Ma la ragazza!

Eh già: non doveva fuggire; aveva da mangiare, e vestiti, e un tetto... non le bastava?

Che non avesse l'amore non era un problema!

E voi, genitori, dopo aver asciugato le lacrime sarete tranquilli?

Dopotutto non le mancava nulla!

Ma avete mai pensato che poteva soffrire molto più di voi?

Ma avete mai pensato che avesse un mondo interiore tutto suo non peggiore del vostro?

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l'autore Nicola Lo Conte ha riportato queste note sull'opera

Scritta intorno ai miei 18 anni ma valida ancora oggi, o forse ancor di più, visto lo smarrimento delle nuove generazioni, sempre più disorientate e sole.


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6 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 10/11/2013 09:55
    Incompresa, in un mondo egoistico e crudele, non una mano amica tesa, l'abisso. Colpa? Sta società zozza che non ha più un briciolo di umanità. A te la lode di un così bel poetare e sensibilità d'animo!
  • Caterina Russotti il 05/11/2013 20:45
    Ieri come oggi, il loro dolore è l'eco del nostro dolore... Il mestiere dei genitori.. Il più difficile di questo mondo... Difficile bilanciare il dare con l'amore... L'ascolto... E così non è difficile sbagliare. Stupenda la chiusa.
  • Alessandro il 05/11/2013 14:11
    L'odierna incomunicabilità tra generazioni porta al disastro. Poco onesti e attenti i genitori, troppo viziati alcuni figli. Che però nascondono una sofferenza interiore che nessuna merce può sanare. Ottima
  • Anonimo il 05/11/2013 13:02
    Certo, molto attuale, anche perché l'odierna situazione parte da lontano, magari da allora.
    Personalmente ho un'idea in merito. Ossia il non valore che diventa valore e di conseguenza si perde il senso del valore vero.
    Sembra un gioco di parole, ma quando l'importanza delle cose prende il posto e il sopravvento sull'uomo, accade anche di peggio.
    Non mi dilungo, ma mi complimento per la tua maturità, fin d'allora!
  • Rocco Michele LETTINI il 05/11/2013 07:36
    Un messaggio in chiusa da monitorare, da meditare, (un file, come suol dirsi, che non sia di sola lettura)...
    Il problema è un cancro... e la medicina è la società, la famiglia... IL MIO ELOGIO NICOLA...
  • Vincenzo Capitanucci il 05/11/2013 05:03
    Jenny non vuol più parlare
    non vuol più giocare
    vorrebbe soltanto dormire
    Jenny non vuol più capire
    sbadiglia soltanto
    non vuol più nemmeno mangiare
    Jenny è stanca
    Jenny vuole dormire
    Jenny è stanca
    Jenny vuole dormire
    Jenny ha lasciato la gente
    a guardarsi stupita
    a cercar di capir cosa
    Jenny non sente più niente
    non sente le voci che il vento le porta
    Jenny è stanca
    Jenny vuole dormire
    Jenny è stanca
    Jenny vuole dormire

    Io che l'ho vista piangere
    di gioia e ridere
    che più di lei la vita
    credo mai nessuno amò
    io non vi credo
    lasciatela stare
    voi non potete

    Jenny non può più restare
    portatela via
    rovina il morale alla gente
    Jenny sta bene
    è lontano... la curano
    forse potrà anche guarire un giorno
    Jenny è pazza
    c'è chi dice anche questo
    Jenny è pazza
    c'è chi dice anche questo

    Jenny ha pagato per tutti
    ha pagato per noi
    che restiamo a guardarla ora
    Jenny è soltanto un ricordo
    qualcosa di amaro da spingere giù in fondo
    Jenny è stanca
    Jenny vuole dormire
    Jenny è stanca
    Jenny vuole dormire
    Jenny è stanca
    Jenny vuole dormire
    Vasco

    forse Vasco parlava di sé ... di sensibilità ed emarginazione... che spesso porta anime troppo sensibili... fra le braccia della droga...

    ottima Nicola...

12 commenti:

  • Nicola Lo Conte il 10/11/2013 10:56
    Grazie, Caro Fon, hai perfettamente ragione...
  • Nicola Lo Conte il 06/11/2013 17:56
    Grazie, Paola, per il tuo bello e articolato commento... il fatto è che la solitudine, l'incertezza, la mancanza d'amore e comprensione, la sensazione di essere sbagliati, che si insinuano nel cuore dei più fragili, e gli adolescenti facilmente lo sono, crea un muro difficile da superare, soprattutto da parte di genitori, spesso assorbiti da un tipo di vita frenetico, con la necessità spesso di sopravvivere, che lascia poco spazio per l'introspezione e per l'osservazione serena dei loro figli.
  • Anonimo il 06/11/2013 17:39
    Il commento delle 17. 38 è di Paola Collura.
  • Anonimo il 06/11/2013 17:39
    Il commento delle 17. 38 è di Paola Collura.
  • Anonimo il 06/11/2013 17:38
    Anni fa, quando eravamo più giovani era l'epoca degli hippy, della eroina e altro.
    Sono stata spesso in contatto con i giovani. Ci sono figli che hanno una buona famiglia e si drogano lo stesso e ci sono figli che hanno genitori separati e magari poco affidabili ma che sono ottime persone...
    Alcuni lo fanno per sfuggire la loro realtà, per cattive compagnie o semplicemente per curiosità, per debolezza o ancora per non sentirsi emarginato dalla compagnia e spesso, i genitori non sono al corrente di quello che fanno i loro figli... ricordiamoci che un drogato è anche un bugiardo. Ma i gentori sempre e comunque dovrebbero osservarli da vicino e da lontano, magari senza farsi accorgere, soprattutto gli adoloscenti...
    A volte è difficle ascoltarli, riuscire ad entrare nella loro testa, spesso sono proprio loro a non volersi aprire...
    Bravo Nicola, bella poesia, offre vari spunti di riflessione.
  • Nicola Lo Conte il 05/11/2013 21:34
    Grazie, Caterina... hai ragione... l'ho scritta da ragazzo e figlio, la rileggo oggi da genitore e comprendo tutte le difficoltà insite nel mio attuale ruolo!
  • Nicola Lo Conte il 05/11/2013 21:32
    Vero, Alessandro, viviamo in una società malata, che corre, che più non valori e umanità. Grazie per la tua recensione...
  • Nicola Lo Conte il 05/11/2013 13:42
    Grazie, Salvatore, concordo con ciò che scrivi. Purtroppo si è perso il valore dell'essere umano a vantaggio dell'apparenza e del denaro.
  • Nicola Lo Conte il 05/11/2013 11:01
    Vero, caro Rocco, la medicina, come dici, è nella guarigione della nostra società, sempre più povera di valori.
  • Nicola Lo Conte il 05/11/2013 10:59
    Grazie, Vincenzo, bello ed appropriato il riferimento a Vasco.
  • Nicola Lo Conte il 05/11/2013 10:45
    Ciao, Vera, grazie per il tuo bel commento! scrivi: "I giovanissimi nella società attuale sono come bambini tra le onde del mare... senza sapere ancora nuotare..." bellissima e significativa immagine
  • Anonimo il 05/11/2013 08:15
    I giovanissimi nella società attuale sono come bambini tra le onde del mare... senza sapere ancora nuotare... Se noi adulti non ci occupiamo seriamente di loro, soprattutto dell'immagine che offriamo come punto di riferimento, ne avremo di morti sulla coscienza! O di anime profondamente malate.

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