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Dopo l'arco attiguo

Dopo l'arco attiguo,
sin dove approda l'albore
verso il limite d'occhi
che da la linea della strada
che sale cortese fra alberi che garriscono
e trapassano in cinereo smeraldino il cielo

Là dove punteresti appoggiare la cima,
in quel regno amato e fuori mano
una terra dal costante giammai.

Là dove esiste amore in ogni dove
nell'alito e nulla nell'ogni
In quel luogo dove amore è muto mio silenzio
l'accordarsi dei tuoi sguardi all'astro luminoso
quando cola a picco fino a scambiarsi i saluti sulla bocca
ad affermarsi, al ritorno un attimo prima, di stringersi d'amore

 

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