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La casa

La casa dodicesima e i suoi muri
guardarono a est e ovest dei risvegli
agli abitanti e agli ospiti volanti

La luna fu ordigno inesploso
dietro la polvere sottile delle nubi
i cani latrarono lontano dalle vie
torpedini tra gli alberi avvizziti

Scrostato dal sonno dell'ovile
al pascolo lacrimò l'armento
al colpo fuggì un piede in capo all'altro
brullo di sterpaglia il campo

Ciondola il bastone in mano al vecchio
ossuto collo nella lana avvolto
l'occhio di fango annegato al vento incerto
il suo destino è sogno a cielo aperto

 

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2 commenti:

  • Nicola Saracino il 14/11/2013 20:00
    Che bell'equilibrio di metafore, e che immagini ardite! "L'occhio di fango annegato al vento incerto"... Tra ordigni inesplosi e polveri sottili, si staglia un ciondolante bastone in mano al vecchio, un simbolo di dignità intramontabile del mondo, sostenuta da quell'inguaribile malattia che è il sogno "a cielo aperto", come se fosse il cielo a rivolgersi agli occhi dell'uomo. Accarezzato da queste parole. Nicola
  • franco buniotto il 14/11/2013 17:41
    ***** Molto apprezzata. Complimenti.

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