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Affogata Speranza

Abissi spettrali
appaiono sempre più oscuri
mentre perdo i sensi:
rette quasi sinuose,
decorate
dalle onde elettromagnetiche
insite negli abbozzi
d'indegna vita.
Divento una roccia di alimenti
per piccoli organismi,
pochi impulsi reclamano
la mia persa ragione.
Vecchio pensiero
d'abbandono di sé,
indefinito distacco
tra una mente pentita
ed esterno magna impregnato
di sostanza
incolore.
Futili le motivazioni
delle mie cellule auto-divoranti:
in punto di morte
le serpi ch'erano
del mio inferno,
cantano gridando
della Speranza.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 17/11/2013 07:42
    Un assordante grido che invoca speranza... da un toccante e profondo versicolato... FELICE DOMENICA

1 commenti:

  • Gianni Spadavecchia il 17/11/2013 13:24
    Assordante grido che cerca speranza e fiducia, per andare avanti e ripartire.
    Bei versi.

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