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In ricordo di Marcello D'Orta Io speriamo che me la cavo

E amateli,
in manti di stelle d'avorio custoditeli
sti guaglioni fragili e indifesi
che pur hanno o core sgarrupato
ma cchiu li conosci cchiu te dann'amore;
leggete le lacrime dei loro diari,
i loro frammenti di anime solitarie,
e freschi li scorgerete
come la timida brezza della mattina
e il loro sguardo alto s'eleverà
come quello d'un'orgogliosa collina.
E speriamo se la possano cavare
In chista Napoli ch'odora a volte
Do sangue e do dolore,
ma cantà sa ffa' sempre cchiu forte
a voce dell'amore.
Perché i giovani sso piezze o futuro,
e schiacciar nun li poi dint' in do muro
della rassegnazione e dell'amarezza
che a loro vita
come un fiore profuma e si apre
e nun è né mai sarà
come o fetore da munnezza.
Napule,
criatura ch'aggio tanto amato,
si sempre na dolce serenata,
per ogni cuore martoriato,
chè nun è a lingua che scrive a fare un uomo.
ma aiutarlo a capì davvero
le cose che importanti sono.
Che i vicoli nun sappiano affogà nel silenzio
che nun possa strillà l'assenza di quel domani
che i ragazzi anche dint'o bar e in sella a un motorino
Vogliono strigne tra le mani.
Napule tutti sti guaglioni
sso sacri e melodiosi come le tue canzoni
te devo ora lascià ma te prego ffa in maniera
che a loro vita diventi una splendida preghiera.







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6 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Caterina Russotti il 19/11/2013 19:59
    Meravigliosa richiesta d'aiuto e d'amore per i guaglioni napoletani... Per un futuro migliore... Complimenti versi stupendi...

6 commenti:

  • Rosarita De Martino il 07/06/2015 20:12
    La poesia è un invito alla riflessione e alla speranza e termina con una accorata invocazione per i responsabili della società.
  • Chira il 02/12/2013 10:28
    Oggi Maria Callas avrebbe compiuto novant'anni ed io ero certa che tu l'avresti ricordata come sai fare solo tu... invece non ci sei da un po' sul sito. Io ho reso onore a Maria ascoltandola nelle sue arie più belle, mentre stiravo, non so fare altro, ma tu ricordala qui per noi tutti!! Un caro saluto.
    Chiara
  • Chira il 20/11/2013 15:17
    Nel suo modo unico di fare poesia Cristiano regala sempre e soltanto AMORE, nulla e nessuno sfugge al suo cuore e alla sua eccellenza nello scrivere. Grazie, come sempre!
    Chiara
  • loretta margherita citarei il 20/11/2013 04:48
    mi associo agli altri commenti, bravo cristiano
  • Alessandro il 19/11/2013 22:32
    Una serenata disperata, tra i mille problemi e le desolanti scomparse.
  • cristiano comelli il 19/11/2013 19:55
    A suo tempo Marcello D'Orta, autore del libro "Io speriamo che me la cavo" dove erano raccolti i temi, non di rado un po' sgrammaticati, dei ragazzi napoletani, fu criticato da alcune parti per questa scelta. L'accusa idiota fu che voleva lurare sulle disgrazie altrui, su questo presunto ritardo culturale. E invece io non l'ho mai pensato: ho invece pensato che il suo libro fosse quel pugno nello stomaco che era necessario per denunciare la necessità di aiuto dei ragazzi di una città martoriata per più aspetti ma sempre nobile e regale e meritevole di essere aiutata come si conviene per interpretare a dovere quella regalità che le appartiene per vocazione. Marcello D'Orta, con questo libro, non si è preso gioco degli errori deli studenti, ma ha anzi fatto una dichiarazione d'amore a Napoli dicendole "ecco, tu hai dei problemi ma puoi risorgere e ci devi credere". E lo disse anche spesso dalle colonne dei quotidiani per cui collaborava con degli editoriali che sempre lasciavano la porta spalancata alla speranza. Ecco, ho voluto ricordarlo così, Marcello D'Orta, letterato e uomo di cultura innamorato dellasua città e dell'idea che questa possa lasciarsi finalmente alle spalle i problemi che l'hanno caratterizzata per risplendere sovrana. Grazie D'Orta, e riposi in pace.

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