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Ritorno al passato

Come una magica foto che non invecchia,
sei nel mio cuore e nella mia mente,
mio paesino ridente.
Tanti anni sono trascorsi ma ci sono
ancora le verdi colline, le strade in
salita e discesa, la sorgente di limpida
acqua dove noi bambini, stanchi e accaldati
per il troppo giocare, andavamo a rinfrescarci.
Qualche prato ha memoria dei miei piedi scalzi,
di capriole inventate, di risate, di baruffe,
di rimpianti.
Sconosciuti occupano la casa avita, la casa
dove sono nata, l'unica casa che io sento mia.
Con gli occhi dell'anima vedo la mia cara
nonna seduta sotto il pergolato, nel suo eterno
sferruzzare, il nonno a curare la vigna e in
autunno la vendemmia. I grappoli maturi nelle
ceste, i dolci acini ingoiati in fretta, il
sapore del mosto ancora lo conservo.
Facce estranee mi passano accanto, ci scrutiamo,
non ci conosciamo.
Fra questi sconosciuti qualcuno ci sarà che avrà
condiviso la mia infanzia, qualcuno ci sarà che
avrà preso la mia mano, qualcuno ci sarà che si
ricorda di me.
Il tempo indifferente è trascorso, non siamo più
come eravamo allora.
Ma perchè piango? Indietro non si torna

 

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2 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Giulia Aurora il 23/11/2013 14:18
    anche se parla di nostalgia il ritmo di questa poesia ha un senso colorato delle cose poi in un finale che si domanda l'oltre
  • Alessandro il 19/11/2013 22:51
    Ricordi che a volte ci portano alle lacrime, forse nel tentativo di riviverli. O di affogarli. Piaciuta
  • Anonimo il 19/11/2013 21:50
    Piangi perché sei una persona sensibile che hai ancora delle emozioni che vivono in te e ti proiettono fuori dal tempo in una dimensione che solo tu (ed io ma forse anche qualcun alro)vive.
    La poesia in se non dice nulla di nuovo alle cose che già sappiamo sulla rivisitazione dei ricordi. Gli sconosciuti che hanno occupato la tua casa l'ho scritto anch'io in ua mian poesia e l'hanno ridetto tante altre persone che hanno vissuto l'identica esperienza. Sotto il profilo della struttura dei versi, molto prosastici, mi sembra ci sia un'impronta del simbolismo francese ed in particolare il modello di scrivere adottato da Baudelaire che sovente andava a capo a metà verso.

2 commenti:

  • Chira il 22/11/2013 14:00
    Per chi ha vissuto la propria infanzia in un paesino, come me e te, mai andrà via la nostalgie di certe immagini, gesti, profumi. A me, dopo quarantanni che vivo in una grande città, vengono ancora in sogno i vicoletti con il loro profumo di pane appena sfornato, faccio in sogno dei veri e propri viaggi nel cuore del mio pesino, come a volerlo "ripassare" per non dimenticarlo. Emozionante lirica e molto gradita, Maria Rosa!
    Chiara
  • Anonimo il 20/11/2013 23:03
    Vecchi ricordi rimasti nel cuore. Nostalgia e lacrime... indietro non si torna.
    Bella e sentita.

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