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Inutile parlar forbito

Inutile parlar forbito
Non ho voglia di ascoltarti,
avvisami quando hai finito
che ho voglia di parlarti,
racconti storie senza senso
e molto spesso enfatizzi,
sempre alla ricerca di consenso,
storie inutili mitizzi;

leggo molta ipocrisia
nel tuo parlare sciocco,
per me la poesia
è stile canto a batocco,
fu musa ispiratrice,
della cultura contadinesca,
adesso è suonatrice
di questo canto,
in versione burlesca;

sono provvisto di licenza poetica,
non fare il sofisticato,
la tua lirica è spesso patetica
e ti ho già dimenticato;

il mio semplice parlare
arriva al cuore di molti,
così tutti potranno cantare
mentre tu ci ascolti;
ti nascondi spesso dietro la prosa,
ti ho visto anche prima,
la mia lirica è avventurosa,
fatta in metrica e in rima.

 

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3 recensioni:

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  • Caterina Russotti il 24/11/2013 13:42
    Ciao Giovanni, il tuo è un bel poetare che arriva dritto al cuore di chi lo legge... Io che sono nata da poco in questo sito, ho letto in poco tempo più poesie che in tutta la mia vita.. Ho scorso tanti modi di scrivere e non so dirti quale mi sia piaciuto di più. Certo da profana, invidio coloro che sanno usare rime e metriche el li ammiro... Ma ciò che in realtà mi porta a leggere tutte le poesie... È cercare di capire cosa mi trasmettono. E non sto a guardare come scrivono ma i sentimenti che vorrebbero trasmettermi e quel che io vivo nel leggermi... In alcuni... Trovi storie di vita nascosti dietro i versi... Ed è bello... Complimenti per la tua poesia.
  • Alessandro il 24/11/2013 00:59
    Meglio un parlare semplice e sincero che uno costruito e sciocco. Viva la controeloquenza montaliana. Piaciutissima
  • Rocco Michele LETTINI il 23/11/2013 18:48
    Un verseggio che porta a svariate e libere considerazioni...
    Usar paroloni non serve... è la poesia che parte dal cuore a trionfare... Un messaggio che non troverà tutti d'accordo... c'è presunzione in giro!

12 commenti:

  • Giovanni Russo il 24/11/2013 14:20
    Ciao Caterina, grazie per le tue belle parole.
  • Caterina Russotti il 24/11/2013 13:43
    Ops... Volevo scrivere leggerli... E non leggermi...
  • Giovanni Russo il 24/11/2013 10:47
    Grazie Alessandro.
    Roberto ti ringrazio per essere intervenuto, adesso ho capito meglio il tuo commento. In realtà nessuno mi ha fatto proprio pesare la sua cultura, il senso del mio testo lo puoi leggere nel mio commento rivolto a Giacomo anche se c'è scritto anonimo.
  • Roberto Pellegrini il 24/11/2013 06:41
    da quello che ho potuto capire, la poesia per te può essere trasmessa in maniera che tutti la possono capire con parole semplici.
    Forse sulla tua strada hai incontrato qualcuno/a che ti fa pesare la sua cultura... e vorresti con queste rime farglielo capire ( la mia considerazione finale è che anche ammesso io abbia capito il tuo scopo con questa tua rima, non sempre le persone a cui ti oci rivolgiamo sapranno capirti ed è per questo che ho scritto :non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.. non era rivolto sicuramente a te ma era rivolto a una persona ipotetica, o di tua conoscenza alla quale ti stavi rivolgendo)
  • Anonimo il 23/11/2013 21:31
    Ciao Roberto, non ho capito a cosa o a chi ti riferisci...
  • Anonimo il 23/11/2013 21:31
    Ciao Roberto, non ho capito a cosa o a chi ti riferisci...
  • Anonimo il 23/11/2013 21:29
    Giacomo, ti ringrazio per il commento. Penso che il confronto sia sempre e comunque costruttivo, per questo motivo tutti noi pubblichiamo qualcosa di nostro.
    Tu, come molti non avete colto il pizzico di ironia richiamato anche nel verso "in versione burlesca" che ho cercato di trasmettere. In molti si sono sentiti addirittura accusati e offesi, mi riferisco a chi scrive prevalentemente in prosa. Premetto che ho letto pensieri straordinari ed estremamente profondi scritti in prosa che mi hanno davvero emozionato, quindi penso che il talento non abbia forme di scrittura ben definite. Il mio testo scritto davvero senza pretese e presunzione vuole un po' scherzare sul metodo di scrittura di pseudo poeti che scrivono pseudo poesie, paragonandosi a poeti contemporanei affermati solo per fare scena. Nei loro testi ho letto solo paroloni sparsi come puzzle, ripresi da sinonimi e contrari in maniera a mio avviso non idonea al contesto in modo tale da non coglierne alcun senso, messaggio ecc. ecc. Nei casi da me descritti, non parliamo di ermetismo o chissà cosa.
    Io adoro la rima e soprattutto quella alternata, nonostante le regole della metrica non penso di forzare molto le parole come tu hai accennato.
    Comunque il tuo commento è stato molto gradito, anzi vorrei che tutti i commenti fossero sinceri come il tuo.
    Rimango a disposizione per qualsiasi altro chiarimento.
  • Anonimo il 23/11/2013 20:15
    Ci sarebbe molto da dire su questa poesia... anch'io ho avuto, ed in parte ho ancora, una certa predilizione per la poesia in rima, che tuttavia ha il limite proprio di trascurare la spontaneità, quindi il parlar semplice, a scapito della rima ricercata in parole non sempre attinenti che rischiano di non essere dirette. se vuoi potremmo trovarne parecchie nei tuoi versi di queste parole leggermente fuori posto, forzate, ricercate... forbite, come dici tu, scritte per rispettare la regola della rima.
    quindi, forbito o non forbito? questo è il dilemma... tu dici no al forbito e lo dici in modo forbito... c'è una contraddizione in termini.
    Altra cosa che non mi convince è quella che tu sotieni che ci si nasconde dietro la prosa... ahahahah, questa è bella, è il poeta che si nasconde dietro la poesia perché il modo più naturale per parlare al cuore è la prosa... poi la poesia può diventare arte... infatti tutti pensiamo al poeta come creatore di arte dei sentimenti, al narratore invece si dà il ruolo di lavoratore della parola... beh, ma avrei troppe altre cose da dire... per capirci forse andrebbe letto il mio breve racconto Ci sono giorni... così nasce una poesia, che però non so se l'ho pubblicato qui. comunque scrivendo su google il titolo lo trovi da qualche parte. ciaociao
  • Roberto Pellegrini il 23/11/2013 20:14
    non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire...
  • Giovanni Russo il 23/11/2013 19:21
    Rocco grazie per la tua recensione, molto gradita. Un confronto sincero è comunque gratificante, l'aspetto più affascinante è che ogni pensiero è discutibile, anche per il più presuntuoso vige la regola del poker : "non esiste certezza del punto massimo"...
  • Giovanni Russo il 23/11/2013 16:30
    Vera, spero sia un complimento! Per i commenti, che siano di esperti o di appassionati non importa, l'importante è che siano sinceri.
  • Anonimo il 23/11/2013 13:33
    Ed ora ci vorrebbe una pioggia di recensioni... fatte da veri esperti...

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