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Luogo comune

Cento commesse
ma senza minigonna
sono lavori che devono arrivare
con un camion cui serve carburante
e ne vorrebbe per poter partire.

Carte, prospetti,
cartoni e magazzini
mossi da pc del secolo passato
compresi i black out,
i blocchi dei progetti,
le rivendicazioni
che non saranno mie.

Si scrive
nel buio del mattino
lontano dal fragore
di chi ha partita vinta
asciugandosi il sudore
e facendo solo finta.

Nel gelo
si produce
idee sepolte
per non voler cambiare.

Vuote parole
e idee ce ne sarebbero
molto facile la crisi
sono soldi
a cui non tutti sono appesi.

Se la macchina non va
no, non funziona
comodo star seduti
col dietro
a forma di poltrona.

Il cervello resta acceso
finché ne rimarrà barlume
mica lo spegne il bel luogo comune.

 

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5 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 30/11/2013 13:51
    Condiviso il contenuto, apprezzatissima la stesura. Complimenti!
  • silvia leuzzi il 29/11/2013 22:01
    Tra accenni di vita quotidiana che ci si snocciola davanti a noi che quasi assistiamo impotenti. La crisi è il luogo comune dietro cui si stanno camuffando gli imprenditori per poter ricattare i lavoratori. Si legge tra questi tuoi versi, che si prestano a diverse interpretazioni tutte diverse e tutte analoghe. Complimenti amico hai costruito un cristallo dai molti colori in versi.
  • Anonimo il 29/11/2013 11:02
    Certo, le idee bisogna esternarle e metterle in pratica, ma io ho seri dubbi che ti consentano di renderle concrete, proprio perché le poltrone di alcuni sono molto comode, ben fissate per terra e magari fanno gli interessi dei santi che li sostengono appositamente, in qualche paradiso che non è il nostro.
  • Alessandro il 29/11/2013 00:10
    C'è ancora chi scrive, senza farsi abbattere dalla crisi, dai qualunquismi, dall'inerzia. Non sono tempi facili. Bellissima
  • Caterina Russotti il 28/11/2013 12:05
    Già, finché le idee rimangono sepolte e non si fa nulla per cambiare, tutto rimane come prima.. Bisogna che chi sta nella poltrona si dia da fare a far ripartire le macchine... La nostra economia... Ma anche noi, dobbiamo darci da fare e far sentire quanto ci teniamo.
    Versi molto belli che fan riflettere chi li legge.

10 commenti:

  • laura il 06/12/2013 16:57
    Bisognerebbe avere il coraggio di provare a cambiare le cose, di tentare di prendersi un vita migliore, perchè come dici tu, c'e' chi ha idee e chi ha voglia di tirarle fuori... ma non è facile, perchè chi siede la poltrona, non è mai disposto a cederla e non è disposto ad accettare tutto ciò che non va a vantaggio loro. Condivido in pieno la tua poesia. Hai ragione...è un luogo comune! bravo Antonio un saluto
  • Anonimo il 01/12/2013 13:07
    hai ben descritto un... luogo comune... condivido carissimo anto
  • ignazio de michele il 01/12/2013 09:52
    una ottima foto del -luogo comune-... complimenti
  • Una riflessione obiettiva...
  • Anonimo il 28/11/2013 18:10
    Bella poesia con un contenuto interessante, attuale, che condivido appieno.
    Bravo Antò!
  • Emiliano Francesconi il 28/11/2013 13:13
    Condivido pienamente!!!!!
  • Anonimo il 28/11/2013 12:23
    Brava, Caterina, hai commentato bene l'analitica poesia di Antonio. Dobbiamo -tutti!- darci da fare se non vogliamo soltanto assistere al Paese che va sempre più a fondo. C'è bisogno urgente di avviare una rigenerazione autentica dell'intera vita sociale. Un sorriso a Te, uno ad Antonio.
  • loretta margherita citarei il 28/11/2013 11:14
    poesia che condivido, bravo poeta! buon giovedì
  • Chira il 28/11/2013 11:05
    La fretta genera errori ( i miei... scusami ) ma la tu costanza sarà fruttuosa!
    Chiara
  • Chira il 28/11/2013 10:34
    C'è una tale forza di volere far andare il lavoro nonostante tutto e tutti! I macchinari spesso sono solo una scusa a bloccare fervore umano, quelli che sono sono sempre seduti in poltrona lì rimarranno ma per fortuna ci sono uomini pratici, leali che nessuna crisi impedisci fare il proprio dovere. Antonio sovente è il poeta coi piedi per terra, il poeta della realtà che va affrontata con praticità ed onestà d'intenti. Bella bella, Antonio!
    Chiara

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