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Uno straniero al mercato d'oriente

Lassù, sulle verdi montagne

le femmine sono grasse
come matriosche e a nulla
servono le trecce corvine
per coprire quei seni di
cacio, il ventre di vacca,
il lungo pelo d'agnella.
Gli occhi, al dire dei

pastori, splendono più
degli smeraldi, e la bocca
è d'alabastro, o di acerbo
bocciolo: ma non crederai
a loro! Lassù la donna,
grassa come una matriosca,
ha gli occhi d'asina e

sulle labbra un culo tosto
di giumenta. "E la voce,
almeno quella è di donna?"
Povero incredulo! Quelle
cantano dal gargarozzo
e la parola, incomprensibile,
puzza di lana di coniglia.

Ma dimmi, perché vuoi a tutti
i costi una matriosca? Non
preferiresti un quintale
di questa muscisca speziata?
"A me, gentile mercante, sulla
lingua piace il sapore di donna,
e carne fresca tra le ginocchia"

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Caterina Russotti il 28/11/2013 21:43
    Originali versi che insegnano a non accontentarsi. Brava

5 commenti:

  • Anonimo il 17/11/2014 14:34
    È bello viaggiare insieme a te nei tuoi luoghi, e vedere con i tuoi occhi, parte del mondo, parte di te stessa..
  • Aedo il 22/12/2013 11:53
    Poesia originale, divertente, diversa dalle solite, ricca di creatività.
  • Versi gradevoli e originali.
  • Alessandro il 29/11/2013 00:23
    Versi piacevoli e scanzonati immersi in un'atmosfera agreste.
  • loretta margherita citarei il 28/11/2013 17:44
    molto originale apprezzata

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