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Perire nella Genesi

Il verme, ultimo tocco d'orologio,
è morto, è in putrefazione
sul segno senza nome,
è stato divorato,
divorato dal Decompositore
suo elogio.

Ha perso la strada,
è disorientato,
ha perso l'aria,
è illimitato.

Si prova a masturbare
con l'ascia della morte,
ma si squarcia anche la vita,
sulla carne spenta.

Suona ora l'orchestra
di gas e mattoni,
è un vortice mondano,
un caos primordiale
ed usurpatore.

Sono i fiati delle immortali creature
codeste grida spaventose.
Ti innalzi poi da terra
come una vergine incolore
appena generata.

È arrivato il giorno,
nostro stupratore,
bianca via lattea,
Nostro Salvatore.

Silenzio melodia di calma,
muta è l'orchestra,
ma nella sua quiete racconta
della mia futura esistenza
dentro un mondo capovolto.

 

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1 commenti:

  • Fabio il 09/12/2013 15:09
    bellissima, ridondante di pensieri, molto ermetica... è molto difficile da analizzare nel complesso, bisognerebbe farla a strofe... comunque molto apprezzata, molto sentita, bello lo stile onirico e tetro... complimenti, molto brava...

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