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Ventisette versi

Malaysia terra araba sottile
strisce di terre e mare e fuochi
carne nuda amare leccate umide
poi te ne andrai chissà se ti rivedrò
io resterò immerso in questa sabbia
a fissar la luna alta nel cielo del deserto
vorrei morire vorrei attaccarmi alla bottiglia
per inibire le voglie dei miei occhi già umidi
vorrei uscire dalla tenda a consumar ricordi
carezzando il membro sterile in solitari atti
vorrei ma mai avrò ciò che vorrei, vorrei...
Sono nato stupido sono nato inerme... Sarei
sarei vorrei godrei avrei senza aver nulla
vorrei saprei desiderando osserverei e maledirei
sospirando annaspando in cerca d'aria pregna
del profumo delle femmine nel calore dell'amore
vorrei saprei aspirerei a te -donna nessuno- a te
che non esisti ancora anche se io ti vedo sempre
ad ogni mio orizzonte sulla sabbia fredda del deserto
ad osservar la luna in un blu profondo e tempestato
ad osservare e nel mentre attendo sbuffando piangendo
con finte secche lacrime ad inibirmi gli occhi al pianto vero
attendo attento ad ogni tuo immaginifico ricordo col rimpianto
col sospiro con l'inutile attesa fervida di fronte al mare del rimpianto
stupefatto consapevole della stupidità colpevole dell'esistere all'inutile
sotto un cielo tempestato calpestando sabbia lasciando orme pesanti fonde
lente striscianti stanche moribonde adesso immobili affondanti...

 

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