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Ricordi quella vecchia via Ticino?

Tra i tanti ricordi della fanciullezza nostra
assai lontana questo regalarti vorrei cara
cugina mia quel che alla mente oggi mi porta
quell'ora di mezzogiorno di un giorno del passato.
Laggiù sulla strada amica polverosa la via Ticino
di un tempo una donna vedo assieme a tre bambini:
tua mamma, la mia zia Nina, tu e Battista
con accanto di voi più grande l'Angelina: miei cugini.
Da tempo ormai riposa il papà tuo lo zio Carlo mio
laggiù nel Cimitero accanto al nostro zio Giuseppe: il nome mio.
Alla prima commozione ceda il tuo sorriso, tra il pianto sai
bello è il riandar a care vision antiche non nell'oblio cader
lasciarle ma riviverle nel tempo mai poi sai dimenticarle.
Ecco così un gesto allegro a piena alta mano a distanza
grande ancora di saluto, vedo, il mio, tre salti di gioia
agli occhi lieti mi si paran da lontano poi poco e più vicino
oggi come allora nessun dubbio erano come sempre i vostri.
L'abbraccio ed il saluto poi su quel gradino che alla casa
grande dei nonni allor portava, sulla tavola fumante, già pronto
-sarà sorpresa?- quel risotto dal sapore suo particolare tutto
quello della nostra nonna amata amata nonna Nina,
" con i funghi?" di Battista la solita domanda,
sì, pronta come al solito della nonna la risposta.
Quale dolce inganno quel sì più volte ripetuto
in quegli anni del nostro passato tempo antico:
più melanzane, ricordi, ma i pochi funghi accanto
con sapiente della cuoca astuzia ben trattati al palato
quel particolare gustoso magico aromatico davano sapore.
Tra una tirata di cucchiaio ed un'altra poi le risate nostre
di tua mamma della nonna e del pà Paul così con deferenza
da noi chiamato il nostro caro nonno Paolo nonno caro.
Penso certo ne sono che anche tu vorresti sentir oggi
per una volta almeno ancora quel magico ingannator sapore!

 

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1 commenti:

  • Alessandro il 12/12/2013 22:17
    Versi molto corposi, un ritorno ai fasti dell'infanzia. Forse starebbe meglio come prosa.

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