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Data pubblicazione 07/09/2007       Numero di letture 897 letture     Commenti ricevuti 23 commenti     Su Facebook     Su twitter
17 voti

Amore nero

Non ho pensato all'umiliazione
nè al dolore
quando hai fatto del mio corpo un tiro a segno.
Mi sentivo il bersaglio del tuo amore.

Quando mi chiedono che cos'è l'amore
penso al nostro,
fatto di calci e di pugni
che lasciano il sapore del sangue in bocca
e mi scappa un ghigno.

Che ne sappiamo dell'amore?
Perchè andiamo sempre alla ricerca
di una ragione che non vuol essere trovata?

So solo che se le mie lacrime potessero parlare
chiamerebbero il tuo nome
che non potresti udire
nel fuoco dell'inferno
in cui hai scelto di bruciare
e contro cui il mio pianto
ormai
non può più nulla.

Sono le madri
le martiri di un amore sadico.
Io
ho lasciato che il tuo treno passasse,
senza guardarti...

 




23 commenti:

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  • Chi non ascolta le lacrime, è il peggiore sordo di questo mondo...
  • Debora Olivieri il 25/02/2009 16:06     [segnala un abuso]
    beh, cosa dire?
    bellissima poesia, molto profonda.
  • Nicola Saracino il 07/08/2008 19:40     [segnala un abuso]
    L'intensità del dolore, la pena per lo spegnersi della speranza, la rabbia per una sete di amore mortificata... hai detto tutti in questi bei versi. un bacio
  • il 25/10/2007 22:02     [segnala un abuso]
    bella, c'è sofferenza e dolore, fisicità e forza espressiva, brava
  • Ivan Bui il 30/09/2007 13:29     [segnala un abuso]
    Non ho mai letto un commento negativo di Sara, ma stavolta ha ragione lei, bellissima.
  • sara feluca il 25/09/2007 13:53     [segnala un abuso]
    Bella, bella, bella... toccante in slcuni punti.
  • roberto mestrone il 24/09/2007 00:36     [segnala un abuso]
    Pensieri intensamente cupi e amari.
    E '' Amore nero '', qual titolo, io lo lascerei.
    È originale e suggestivo!
    Brava!
    Ro
  • Cinzia Gargiulo il 19/09/2007 14:46     [segnala un abuso]
    Complimenti! Sei riuscita in modo chiaro e coinvolgente a trasmettere al lettore tutto il dolore provato per un amore così sofferto.
    Non sempre, quando amiamo, siamo forti abbastanza da riuscire a tirarci fuori da un amore che può distruggerci...
  • mariangela nucera il 19/09/2007 14:10     [segnala un abuso]
    è bellissima... un amore che ti distrugge che ti fa soffrire.. cos'altro dire complimenti!
    mari
  • Paola Reda il 19/09/2007 08:24     [segnala un abuso]
    Non cambiare titolo a questi stuggenti versi. Tua è questa bellissima poesia, tuo il dolore con cui racconti questo amore, tuo è il colore che lo dipinge.
    Dolorosamente toccante nei suoi dolenti quanto semplici versi. Usare un linguaggio semplice per esprimere sensazioni profonde è privilegio di pochi. Brava!
  • LAURA B. il 19/09/2007 00:44     [segnala un abuso]
    Mi è piaciuta molto, soprattutto la prima strofa! Molto coinvolgente... forse perché ho provato anch'io amore, tinto di nero.
  • Diana Moretti il 15/09/2007 19:55     [segnala un abuso]
    Mi ha profondamente colpito. Le tue parole si fanno spazio perentorie e sanno di lacrime asciugate, urla ma tanta forza d'animo.. Dia
  • Raffaella Troianiello il 15/09/2007 01:00     [segnala un abuso]
    Certo Carmelo mi fa piacere spiegarti che cosa intendevo dire... In questa poesia parlo di un aspetto difficile e non proprio felice dell'amore, in cui tra i due amanti si interpone il dolore e l'angoscia di uno dei due. Con gli ultimi versi volevo sottolineare il fatto che soltanto le madri posseggono quell'amore materno incondizionato per i propri figli che riesce a darle la forza irrazionale di patire e di condividere il dolore di un figlio che si sta autodistruggendo. Io come amante, sottolineo con gli ultimi versi la scelta di rinunciare ad un amore che riconosco come insano e pericoloso per me... Perchè a volte credo che l'amore possa anche trasformarsi in un'arma a doppio taglio e nel mondo delle emozioni è difficile accorgersene... Speriamo che sia riuscita a spiegarmi, di solito quando cerco di spiegare le cose nessuno capisce niente!!!
  • Carmelo Luca Sambataro il 14/09/2007 21:54     [segnala un abuso]
    Dici di non essere convinta dal titolo, che secondo me è un punto di forza del testo. Ti chiederei - non credo di essere il solo - di chiarire con un commento il senso dell'ultima, commossa strofa.
    _
  • Michele Filipponi il 14/09/2007 13:20     [segnala un abuso]
    Davvero complimenti.
  • IGNAZIO AMICO il 14/09/2007 00:02     [segnala un abuso]
    Come sai piegare la parola
    alla idea. È dono di pochi esprimersi così. Rendi tangibile rabbia, livore. rammarico, liberazione e trionfo del tuo io libero.
    Mi hai coinvolto e stavolta forse anche travolto. Ciao. I. Amico
  • Duccio Monfardini il 13/09/2007 11:35     [segnala un abuso]
    una bellissima poesia. a me il titolo nn dispiace, in alternativa potresti chiamarla "il saore del sangue in bocca"... ciao, duccio.
  • Alfredo B il 12/09/2007 21:41     [segnala un abuso]
    *... per quanto riguardA..."
  • Alfredo B il 12/09/2007 21:40     [segnala un abuso]
    ancora una volta mi sorprendi, è un capolavoro; ancora una volta mi sorprendi, è la mia storia vista allo specchio dei sessi... per quanto riguardo al titolo, anche a me piacerebbe saper trovarne uno... (10)
  • francesco gallina il 12/09/2007 08:07     [segnala un abuso]
    A me il titolo piace, ed il nero è il mio non-colore preferito. Ogni amore è universo singolo, ognuno a s è stante.
  • angelica ange il 09/09/2007 13:27     [segnala un abuso]
    Argomento diffile quello dell'amore e del modo di amare. Anche questo è amore, amare nonostante il colore primario sia nero. Nessuno può giudicare la cosa giusta o sbagliata. Difficile capire. Ciao
  • Raffaella Troianiello il 08/09/2007 00:16     [segnala un abuso]
    chiaramente "ha" delle idee, pardon!
  • Raffaella Troianiello il 08/09/2007 00:14     [segnala un abuso]
    In realtà il titolo non mi convince proprio per cui se qualcuno a delle idee ben vengano...



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citazioni di Tiziano Terzanihanno detto...

Ci sono giorni nella vita in cui non succede niente, giorni che passano senza nulla da ricordare, senza lasciare una traccia, quasi non si fossero vissuti. A pensarci bene, i più sono giorni cosi, e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile lasciarne passare, distrattamente, tantissimi. Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende meglio conto di come sarebbe averlo nel presente. Ma non c'è più

Tiziano Terzani

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