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Fiume dei miei avi

Vecchio fiume dei miei avi
ti fiaccava già il tempo nella mia infanzia
ma nei miei occhi di fanciullo
ti riflettevi imponente
con l'inganno del falso vigore
dopo le turbolenze settembrine di mezza sera.

Vecchio fiume dei miei avi,
compare eccelso di giochi
soffocato nella dimora dei cimeli
che riaffiori maliardo
nello sguardo lesto
rubato sopra il ponte della gèrla;
ti mancano le mie pietre sudate
ed i sassi gettati ad affogare sul fondo,
struggente l'assenza del bonario vociare
di chi ti abitava nell'èra di lenzuola rattoppate.

Rasentando la roccaforte del sambuco
profanando il bivacco prediletto del rospo smeraldino
imbocco il tuo sentiero,
avvilente simulacro di linfa,
esausta corte di candore.

Frugo nella sfera delle sensazioni,
la tua sorte è anche la mia...
poche piène
grandi vuoti.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 13/12/2013 13:49
    Un verseggio sapientemente pensato... Dagli avi poche piene e grandi vuoti: un'asserzione che denuda la povertà remota che certo non porterà giovamento e ricchezza lungo lo scorrere degli anni. Un terreno da coltivare dunque, a stento e con sacrifici, se non si vuol lasciar ancor magra eredità... La metafora del fiume? Una encomiabile veduta!

2 commenti:

  • Alessandro il 13/12/2013 13:59
    Il fiume della vita che percorre un lungo tragitto, ma infine si asciuga progressivamente. Candida e amara.
  • Caterina Russotti il 13/12/2013 11:55
    Il fiume degli avi, che lascia il vuoto al giovane fanciullo che oggi lo percorre... Una metafora di vita legata ad un fiume che dovrebbe render fertile la terra... Ed invece...
    Davvero bella

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