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Da lontano

Da lontano; come un'eco imprecisa,
un sussurro che non viene da dentro
eppure ha il sapore dell'eterno,
il gesto estremo di un uomo
che traballa, insieme al suo bicchiere
di rum. Scialbo, con due croci
al posto degli occhi, eppure lui lo sa
che non è ancora finito questo stupido
giro di valzer. Osceno; come il cuore
che non sa più riconoscerlo
e lo prende a schiaffi di fronte
a tutta la gente che lo vide nascere,
talmente pazzo da mettersi a ballare
davanti a una band di ragazzini stonati.
Loro credono di fare blues,
lui è incerto se farsi offrire da bere.
Un altro solo, poi se ne andrà a dormire
insieme alla pazzia del suo alano.

Mezzo zoppo e mezzo cieco
come tutti i cani, ma lui lo vorrebbe nero,
non è un destino tanto semplice,
da tempo ha perso il senso del bello
insieme a tre quarti del fegato e due dita della mano.
Di notte, di giorno, non è che cambi qualcosa,
se poi c'è sempre una lastra di ghiaccio
a fargli da schermo, e un corollario che gira e rigira
è sempre lo stesso. Vorrei dirgli qualcosa,
ricordargli che i piedi non sono l'unica cosa,
che spingendo sui pedali
potremmo salvarci entrambi.
Ma lui è dall'altra parte della strada,
gioca con un bastone e i suoi riflessi
che rimbalzano su una porta di vetro.
E io? E io non ho più voce.

 

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3 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 02/06/2016 15:31
    Molto apprezzata e quindi piaciuta questa tua straordinaria!
  • Rocco Michele LETTINI il 13/12/2013 19:48
    Un'amicizia che la porterai per sempre nel cuore... Affettuosa dedica mirabilmente firmata...
  • Caterina Russotti il 13/12/2013 17:18
    Una storia, il ricordo di un amico che non c'è più ...

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