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Vagando per la città

L'aria fresca del mattino
ci da un po' di sollievo
dopo la calura notturna,
che ci ha accaldati tanto.
Sotto il ponte della tangenziale
e sotto la tettoia della stazione,
avvolti in cartoni e stracci,
dormono o hanno riposato
vagabondi, senzatetto,
immigrati, disperati.
Si alzano, si stiracchiano,
sui loro giacigli di fortuna.
E riprendono il loro
vagabondare per
cercare di superare
un altro giorno
di questa affannosa esistenza
terrena.
Dove sono i predicatori
che da sempre hanno blaterato
la giusta dimensione umana?

 

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3 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Caterina Russotti il 16/12/2013 10:44
    Versi che esprimo la tua sensibilità verso un problema sociale che puntualmente si ripresenta in inverno. Ma che in realtà esiste tutto l'anno. E ogni anno c'è sempre più gente che trova come unico rifugio la strada e un misero cartone. Ottima la chiusa. Complimenti
  • Rocco Michele LETTINI il 15/12/2013 18:06
    Eh se ascoltassero l'interrogazione di chiusa! Una doverosa e attenta osservazione... IL MIO ELOGIO
  • Alessandro il 15/12/2013 15:38
    Argutamente provocatoria, apprezzati i versi finali.
  • Anonimo il 15/12/2013 15:02
    Purtroppo queste persone trascinano la loro miserabile esistenza tra l'indifferenza dei passanti che forse non si accorgono neanche di loro. Adesso arriva Natale e pensiamo a quanto debbano sentirsi soli, ma da noi da soli possiamo fare ben poco per loro.
    Profonda la tua poesia Vincenzo!

3 commenti:

  • Anonimo il 18/12/2013 16:42
    Dove sono i predicatori
    che da sempre hanno blaterato
    la giusta dimensione umana?
    Poesia veritiera. Ottima la chiusa.
  • Anonimo il 15/12/2013 20:07
    Anch'io ho dedicato loro una poesia... Quanto vorrei non essere vecchia ed invalida, e possedere tanto da poterli riempire di doni e gioia!
  • Roberto Pellegrini il 15/12/2013 19:25
    L'ultima parte? Niente di più vero...

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