accedi   |   crea nuovo account

E ce ne jamme accussì

L'ultimo grido è stato il tuo
povero fante che non conti niente!
La storia dei soprusi
si perde nel tempo
schiacciata nei volti degli uomini,
tutti uguali,
con quella nausea di essere simili,
con quel dolore
che ci differenzia dalle pulci,
dai lievi licaoni,
gli stessi che postano felici
i loro alberi di Natale
che sembrano uno sfottò...
che fanno male...

E ce ne jamme accussì?

Hai ragione soldato...

ma quest'Italia non ha trovato
che l'unione del ladro...
e la storia recente
l'ha ben rafforzato,
unendoci sempre al triste passato!

 

l'autore silvia leuzzi ha riportato queste note sull'opera

Questa frase, che dà titolo alla poesia, è stata pronunciata da un soldato borbonico, il 9/6/1860 paratosi davanti al cavallo del generale Lanza mentre abbandonavano la Sicilia senza combattere.


0
1 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Anonimo il 12/01/2014 12:50
    Cruda e vera realtà! L'Italia è accussì... purtroppo! Complimenti.

1 commenti:

  • silvia leuzzi il 12/01/2014 21:48
    Grazie Alessandro sei uno dei pochissimi del sito a cui questa poesia è piaciuta... beh meglio pochi ma buoni

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0