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Forse domani

Ho scelto un passaggio solo un po' più stretto,
se mai incontrerò chi mi somiglia
gli regalerò il mio cuore, ma da lontano,
non sopporto gli occhi che si incollano
alle pareti, e lo voglio dire: sono stanco.
Perché con lo sguardo
una volta ho ammazzato uno,
perché spesso non c'è una ragione
ed è già sufficiente un cielo grigio.
Giorni poco felici, inventati alla rinfusa,
neanche fossi a due passi da un trasloco.
E mi viene da ridere quando penso
che stavolta le rime non c'entrano niente.
L'evidenza, vista da vicino, è più fredda,
più provo a saltare e più mi rallenta.
Dove c'è un nastro rosso, e un angelo
con una forbice tra le dita, forse
persino da un'altra parte. Piango, rido,
mi scarico addosso cento litri di vino buono
e poi me ne pento. Che peccato,
vorrei chiederti scusa, il fatto è
che sono distratto e tu te ne stai zitta.

Intanto dall'altra parte c'è il gelo,
ma non è malvagio, non mi vuole fare male.
Solo che mi costa troppa fatica
riconoscere il colore del cassetto ed ammettere
che in fondo la fine non è tanto dissimile dall'inizio.
Fresca e inascoltata, scorre verso sud ché è una meraviglia,
sembra una donna dai capelli di platino persa nel silenzio.
Tra i miei pensieri che le rimbalzano addosso
come palle indemoniate e la lucentezza
di una sorgente che è lì da secoli,
in attesa di una carestia che duri per sempre.
Sono sempre io quello riflesso,
e sempre tu quella che mi chiede
come mai non sono diventato vecchio.
La corrente accelera i colpi,
e noi non siamo mai stati capaci
di starle dietro, questo è il senso.
E non è vero che in due
è più facile assecondare i vizi di forma,
fossi da solo magari tornerei indietro
alla ricerca di quel nodo che
non sono mai stato bravo a sciogliere.

Vicino al bivio c'è un disco rotto,
rosso e giallo, con la copertina blu,
non serve a niente, questo già lo so.
Non è mio, c'era già da ieri,
vorrei che l'avessi visto cadere.
Vedi quant'è stupido seguire il branco?
Fosse di vetro potremmo provare
a frantumarlo su quel muro,
e succhiarne l'anima fino a perderci
tra le pagine di una storia che
non avremo mai il coraggio di raccontare.
Metterti a ridere è già qualcosa,
tanto dopo la pausa tornerà il dolore.
Quando?
Non so come dirtelo: forse domani.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Giulia Aurora il 05/01/2014 10:53
    Un spicchio d'anima espresso a farci capire i momenti di vita

3 commenti:

  • loretta margherita citarei il 31/12/2013 05:34
    INTENSA BELLA POESIA, AUGURI, BUON2014
  • Alessandro il 30/12/2013 19:09
    Versi sinceri di chi vive a modo suo, senza seguire il branco, nel tentativo di accettare un intimo dolore.
  • Anonimo il 30/12/2013 18:40
    Sei sempre sensibile, profondo... geniale. Tanti auguri!!!

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