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Handicap

Ti vedo ogni mattina
spingere i tuoi passi con tanta forza.
E mi si fanno tristi gli occhi
al sol pensar
il muro che è davanti.

Ti chiedo se vuoi aiuto
tu mi ringrazi
vuoi far da solo
senza nessuno che possa aprir la porta
per poter riuscirci con le tue mani grandi.

E tutti vedono
e tutti parlano
e tutti ridono
tra il mucchio c'è pure la paura
di esser preso in giro e tanti inganni
ma tu lo sai che lo stolto
non è chi conduce la vettura
ma colui che non sa
perche'
gli hanno chiuso gli occhi.

 

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6 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 21/11/2013 11:20
    Molto apprezzata, complimenti.

6 commenti:

  • maria angela carosia il 15/11/2016 17:33
    Un'anima davvero molto sensibile
  • silvia leuzzi il 02/12/2012 11:39
    Ciao mi colpisce oggi leggere questi tuoi versi. Il tuo narrare semplice e diretto mi ha colpito il cuore. Ho un figlio disabile ma il suo male è nella sua testa e la follia dell'assenza dei servizi è terribile, insopportabile e non ci sono versi per lenire questo affanno. Grazie per esserti ricordato anche di questa parte oscura dell'umanità
  • Stella La Rosa il 26/09/2007 21:24
    Intensa e commovente. Molto ben scritta, davvero Bravo!
  • sara rota il 13/09/2007 14:07
    Bella e commovente...
  • Riccardo Brumana il 11/09/2007 00:37
    in una poesia così cruda non avrei messo una metafora in chiusura... gradita.
  • Anonimo il 10/09/2007 18:26
    Forse hai proprio ragione sai? Chi vive ogni giorno la sofferenza riesce ad apprezzare ciò che è poco, ciò che è semplice. A questo mondo, come diceva "Italo Svevo", i veri e unici malati siamo noi sani. Tema delicato ma affrontato con la semplicità giusta, complimenti!

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