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Chiamale se vuoi allucinazioni

Quando
voglio più intensamente vivermi
chiudo gli occhi
per riabbracciarmi
nel mare

di creativi silenzi

mi ritrovo
come nostalgica onda
imprigionata nell'anima di una bellissima donna

mentre guarda
nello specchio delle sue primavere

amori lontani
trasformarsi nel ciglio alato degli anni in una perla di luce

dai visi celesti

a volte
smarrito da tanto freddo
mi allontano
nel volo autunnale di un uccello migratore

disegnante una v distesa di vittoria
in un cielo di abissi

bramoso
di un caloroso litorale

sempre aperto
ad un estivo lido lontano

o
mi coloro
come una festiva nota
stivata
nella rossa cappella
di un fungo domenicale

macchiata di bianco dalla candeggina del giorno
antico ricordo di un velo nuziale ormai strappato
appoggiato in risalto
su un letto di giovane muschio

inverdito
dal giallo del sole e l'azzurro del cielo

accendendo un fuoco di allucinazioni visive

12

l'autore Vincenzo Capitanucci ha riportato queste note sull'opera

A mio avviso le droghe non producono paradisi artificiali ma violentano paradisi già esistenti nell'anima dell'essere umano a volte provocando mostruose infernali distorsioni di coscienza


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7 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Caterina Russotti il 16/01/2014 20:45
    Chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare in silenzio da tutto ciò che ci circonda... Rumori, profumi, il calore del sole, le carezze del vento e vivere quegli attimi, come una sorta di allucinazione. Una visione del mondo ineguagliabile. Meravigliosa.
  • Anonimo il 16/01/2014 20:06
    Bellissimi versi! Intensi ed emozionanti! Sublime Vincenzo!!
  • Anonimo il 16/01/2014 07:52
    Volavo così in alto che il sole mi sembrava un bel melone giallo, pronto da mangiare, ma non m'accorsi che mi rese liquido come pioggia e ricaddi a terra... dovetti aspettare di rinascere un fiore, prima di tornare a sorridere alla vita e coglierla nella sua vera realtà.
    Vincé sei unico!
  • Rocco Michele LETTINI il 16/01/2014 07:24
    Un pensare che non ha uguali... dalla rettitudine il luminoso esistere... Tutto il resto è allucinazione... sottolineato sapientemente nel titolo... QUESTO HO EVINTO VINCE'... IL MIO ENCOMIO E LA MIA SERENA GIORNATA...

7 commenti:

  • Alessandro il 16/01/2014 18:05
    Riflessione interessante. Anche se penso che tutto possa diventare una droga.
  • Anonimo il 16/01/2014 17:55
    ... e chi meglio di te lo sa, Vincè! Tu con le tue poesie, ci porti in paradiso, ci fai fantasticare, non vi è bisogno di droghe!
    A parte gli scherzi, ti sottolineo una frase che la sento molto mia:
    Quando
    voglio più intensamente vivermi
    chiudo gli occhi
    per riabbracciarmi
    nel mare
    di creativi silenzi...

    Bellissima tutta la poesia!
  • Luca il 16/01/2014 16:18
    Bellissima. Non ho nulla da aggiungere.
  • loretta margherita citarei il 16/01/2014 13:13
    condivido la note, eccellente poesia cap
  • Anonimo il 16/01/2014 09:20
    bellissima allucinazione... l'ho sentita mia... sono d'accordo anche sulle note dell'autore, anche se non sono un esperto del settore, anzi non ne so niente. ciaociao, gran bella poesia.
  • nicoletta spina il 16/01/2014 08:27
    La fantasia e l'immaginario coltivate nell'intimo della nostra anima sono le uniche droghe per noi sognatori... che ci portano lontano lontano e dentro fino al nocciolo del tutto nella celebrazione della natura. Splendida come sempre!!!
  • Anonimo il 16/01/2014 05:49
    Rifugiarsi nella bellezza della natura per vivere più intensamente. Un bellissimo sogno narrato in una splendida lirica.

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