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Gennaio 1945

Picchiava duro l'inverno
nell'ultimo anno di guerra
il quarantacinquesimo del novecento
breve solo per uno storico di fama
di grandi tragedie stracolmo.

Finiva il sogno nazista sanguinario
là in un campo in Polonia
liberato finalmente a gennaio
con l'orrore portato alla vista.

Ecco! Uomini e donne scheletriti
spettri viventi scampati alla morte.
Ahi! Le camere a gas della strage
della "soluzione finale" di idee folli.

Torna il dovere della Memoria
a dolore e vergogna di quei giorni
perché non dimentichino le generazioni
e mai più sull'Uomo prevalga la Bestia.

Pochi rimasti hanno il numero ora
ed è museo il lager dei massacri
mentre scende la neve ed imbianca
la targa tombale dell'Arbeit macht frei.

 

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3 commenti:

  • silvana capelli il 27/01/2015 14:08
    Non possiamo dimenticare questo orribile massacro di persone innocenti del quarantacinque, che si uniscono a tutti gli altri terribili massacri attuali che succede ogni giorno nel mondo intero.
    Tutto quanto è terribile e commovente. Veramente toccante la tua, perché nel leggerla il ricordo è per tutti quelli che innocenti subiscono simili atrocità. BRAVA!
  • Emiliano Francesconi il 30/01/2014 22:08
    Veramente bella e commovente questa poesia per non dimenticare... mai!!!!!!!
  • Alessandro il 22/01/2014 23:36
    Per non dimenticare. Sono certo che Primo Levi l'apprezzerebbe.

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