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Pittura a secco

La miseria è scioccante nobiltà
quando lo spirito grande che la vive
dona anche quel poco che ha

Non esiste parità
in nessuna delle categorie in metamorfosi
tra i regni naturali
tra quelli della depredazione
tra quelli razziali
tra il sesso e il suo indomabile cannibalismo


Passeggiare diviene il non luogo preferito
nel non tempo dalle poche reazioni
inventarsi piccoli giochi della mente
crea disagio e sconforto
se nessuna fede nell'ippocampo
eguaglia quella in un dio assente

Non mi vedi
ma ci sono
ignori l'orgoglio di una istupidita
staticità
che appartiene alla tua parte infantile
che disintegra anche la più instabile delle speranze

Subisco e alimento
un peggioramento
cerco di equivocarne le aspettative
vorrei scivolare nel grano appisolandomi
pitturata a secco sulle pareti dei tuoi desideri
così virulenti e nostalgici da sfiorare l'egotismo

Ma tu mi fai l'occhietto affidando il microcosmo
nascosto nella pellicina delle mie unghie
allo strappo di denti
stretti
e alla noia d'identificarti

Mi prodigherò in ascolti di preamboli
valuterò con parsimonia le cellule da regalarti
la mia liberazione corporale avverrà coi guanti bianchi
che spolverano il marmo
dove nascesti

 

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2 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 03/02/2014 18:35
    Una poesia in bilancio tra l'ermetismo della prima esperienza luziana anni '20 e quella più razionale anni post '45. Ma penso che questa poesia potrebbe piacere anche ad un D'Annunzio di tarda età visto il tema trattato col quale tu giochi e occhieggi convinta di condurre il gioco fino in fondo. Ed alla fine è proprio così, perchè l'uomo è convinto del proprio egotismo ma alla fine è sempre la donna che gli fa fare tutto ciò che lei vuole. E, come noti, anch'io ho usato per la prima volta la tua espressione! E forse ti conviene non buttar via questo commento. Nella vita non si sa mai. Tutto può servire.
  • Caterina Russotti il 24/01/2014 21:54
    Molto bella... Mi ha colpito l'inizio di questa tua...
    La miseria è scioccante nobiltà
    quando lo spirito grande che la vive
    dona anche quel poco che ha... Stupenda
  • Alessandro il 23/01/2014 23:46
    Molto complessa. Si evince una critica alle immancabili ipocrisie umane. Piaciutissima

2 commenti:

  • Anonimo il 03/02/2014 18:33
    Una poesia in bilancio tra l'ermetismo della prima esperienza luziana anni '20 e quella più razionale anni post '45. Ma penso che questa poesia potrebbe piacere anche ad un D'Annunzio di tarda età visto il tema trattato col quale tu giochi e occhieggi convinta di condurre il gioco fino in fondo. Ed alla fine è proprio così, perchè l'uomo è convinto del proprio egotismo ma alla fine è sempre la donna che gli fa fare tutto ciò che lei vuole. E, come noti, anch'io ho usato per la prima volta la tua espressione!
  • augusto villa il 23/01/2014 11:38
    ... la pellicina delle unghieee!!!

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