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In memoriam

Vetri rotti
sangue per terra
spari di fucile
scoppia la guerra
il cielo è grigio,
sporco di fango
i piedi nudi,
a spasso sulla neve
tra poco muoio
ma voglio ricordare
come sarà il cielo
come il mare
dalla mia terra natia
mi han portato via
mi hanno tratto in fuga
dai bei bagnasciuga
dalla spiaggia baciata dal sole
per questo posto
sporco di tristezza
sozzo di lacrima
il cui odore
ancora inebria
le mie narici.

Eppure questo volto
della mia donna amata
perché fosti così bella
per ripicca forse?
perché in futuro già sapevi
dove mi avrebbero portato,
l'Inferno
lamenti
grida
strazi sovrumani
le ossa ch'affiorano
per il non mangiare
il lavoro che spacca
questa schiena mia curva
dal peso degli anni
che non verranno mai.

Nell'aria oggi c'è puzza di morte
la sento premere, premere forte
sento mancato
il respiro dell'aria
la polvere che neve
cade giù dal cielo
corpi nudi
mani tremolanti
ma in cos'ho peccato?
nell'aver forse amato?
le ginocchia tremano
cadono ormai al suolo
avrei voluto vedere
quella spiaggia su cui son nato
nel momento dell'addio
invece sono in mano a Dio
e del suo altare

Che dal cielo tedio
mi guardan soffocare.

 

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