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Déjà vu

Divampa, scacciando l'oblio,
un'ombra di eventi, di strade
percorse: è sussurro di spettro
o un trucco? Ma è dolce l'abbaglio,
la vivida e ratta scintilla
che cogliemi a inermi calcagna
siccome un ricordo non mio.
Riabbracciami, o ignota Sibilla,
sul ciglio d'indomita etade;
ti cerco tra sale e montagna,
nei sogni sull'erba di campo,
tra i portici e i ciottoli; sbaglio?
Sei rara come una nottata
albina, la foto d'un lampo.

 

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2 commenti     5 recensioni    

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5 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 22/03/2014 14:05
    Non mi rimane che aggiungermi al coro e farti i miei personali complimenti!
  • Anonimo il 05/02/2014 22:39
    Versi di grande spessore complimenti molto bella!!!
  • Anonimo il 05/02/2014 18:36
    Situazioni analoghe che paiono rivivere nell'anima dell'autore che descrive ogni percezione ed impressione, come un Dejà Vu che pare proprio condizionargli la realtà. Molto bella!
  • Alessandro Moschini il 05/02/2014 15:10
    Sono sempre particolarissimi e personalissimi i tuoi versi. Veramente molto bravo.
  • Rocco Michele LETTINI il 05/02/2014 10:10
    La foto di un lampo... rimane nello scrigno dei ricordi... Nulla è il cercare per ogni dove... NOVENARI D'INTENSO VAGHEGGIARE...

2 commenti:


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