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Magnete dell'inezia

Si è irrigidito ogni muscolo
pur stando lontan da te,
sono divenuta un corpo di ferro
perso tra le pene di un buco nero.

Sprofondo, non so dove andrò a finire
inesistente è la mia inerzia ed io
ho la certezza di scontrarmi
contro ciò che di colore è privo.

Maledico te, forza che a te mi attiri,
hai trasformato anche i miei occhi
e reso ogni mio atomo
più freddo della fredda roccia.

Ho intrapreso cammini con viali
decorati da fiumi di piume,
quelli che impediscono il passo
poiché crolleresti provando poi a gattonare.

Se è semi-coscienza, forse mi trovo
tra le avvinghiate d'un sogno lucido,
ma non posso governare me stesso,
né vedere la mia mano.

Credo sia finita nel tumulto degli organi
mascherati dalla materia che morte illude.
Non posso neanche scappare,
è questo il mio destino?

Non s'intravede aggancio
al quale io potrei aggrapparmi...
Oh magnete, forza dell'inezia,
non ti permetterò d'attrarmi sino a te.

Sai, da ferromagnetico ti posso avvertire,
mi stai mostrando la tua energia
alla quale io mi terrò stretta:

farò perno su te e scavalcherò
il muro che assedia
l'incubo.

 

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1 recensioni:

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  • Alessandro il 12/02/2014 22:40
    Particolarissima, impregnata di sensazioni tattili fredde e disumane. Una fusione tra uomo e macchina già efficacemente trattata nel romanzo e nel cinema.

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