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Plenilunio sul porto

Chino s'un fianco, sbandato, riposa
preda della notte sbiancata alla luna.
Con lacrime di ruggine striati i sogni.
Sono sogni salati dalle reti da pesca
dai pesci morenti a dibatter la coda
sull'assito lucente di squame argentate.
"Maledetta notte orfana delle tenebre
potesse celarmi allo sguardo del mondo!"
"Maledetta luna accecante ed impietosa
come le bestemmie lanciate alla bonaccia
dai pescatori stanchi di aspettare al sole!".

Ieri possedeva le onde di prua e godeva
delle preghiere del nocchiero alla tempesta
sfilacciate gomene oggi pendono al vento.
Ospita la sorte di un essere immondo
sdraiato s'un fianco, ubriaco, riposa.
Sogna di un fiasco e d'un misero pasto
del volto dei figli, della morte e sorride
sbava vino e memorie, di celarsi trascura.
Scorre rivolo di vomito sul ponte di legno
brilla di nuovo l'assito indurito e riarso
il vecchio peschereccio riflette ancora la luna.

 

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2 commenti:

  • gianni castagneri il 16/02/2014 06:37
    io sono un montanaro e dunque non conosco i termini marinari, ma trovo molto bella questa poesia. complimenti!
  • anna marinelli il 15/02/2014 22:08
    Prua, gomene, nocchiero... tutti termini che amo avendo anche io il mare nelle vene... bello averti riletto Marcello.

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