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L'arrivo della Fenice

Vi è un'aura carica di rinascita stasera, qui a Zena.
Silenziosamente lambisce, abbraccia, il litorale paludato di tramonto e macaia.
S'insinua sì fosse alito d'innamorata fra scogli e gozzi esausti
dopo una giornata a galoppare sì fossero cavalli di razza del Mar Ligure
combattendo sulle cognite rotte dei Padri
con onde, ziguèle e sorte di un roseo sbiadito.
A Boccadasse, lampioni come ombrelli di fioca luce, illuminano
gli ultimi arrivi di pescatori.
Si è svegliata da poco la Scignùa Luna e stiracchiandosi
disegna ombre, sull'ansa della spiaggia semi addormentata
col brusio dei sassi grigi a far da zendado, salato.
Raccontano, con la nenia paesana di questa gente Ligustica
di nuance verbali e olfattive provenienti da lontano
dal Nord Est.
Messer Grecale le ha portate, quando i primi chiarori sfilacciavano
il nero mantello alla Signora Notte sul monte di Portofino.
Citano, di fede ritrovata e gioielli mai indossati.
Recitano, quasi fossero preci, Storie e pericoli Vitae che falciano l'ego
fuori dal Sentiero esistenziale.
Objemi me
darujem ti svoj obstoj
moj Gospod nevidni
vedno

abbracciami
della mia esistenza ti faccio dono
mio Signore invisibile
sempre

 

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2 commenti:

  • ignazio de michele il 19/02/2014 07:00
    Alessandro... ottima osservazione! grazie
  • Alessandro il 18/02/2014 23:21
    Questa mi sembra sperimentale a livelli estremi. Interessante ma richiede impegno.

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