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Al dio che ci ha giudicato e diviso

In assenza di vento quest'amore
naviga acque paludose e torbide,
declinante e pallida la luna
spegne e riavvia le maree della vita.

Mi torni in mente a folate
Col sorriso a ridosso del mare
Lo sguardo a fare da contrappunto
Ai ciuffi ribelli che il vento scompiglia.

Il paese fantasma che ha ospitato
i nostri ardori è ancora li, tetro e disabitato
ma vicino ai furori che nemmeno tempo
e distanze hanno potuto placare.

Ti respiro e accolgo come se tu fossi
Ancora lì ad aspettarmi, come se
il dio che ci ha giudicato e diviso
Si fosse deciso finalmente a perdonarci.

 

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