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In quell'angolo di paradiso

Solo perché a volte cerco una via d'uscita
che ti sia anche amica, in silenzio allarghi
le braccia a dismisura e poi mi sfidi
a lanciare messaggi in codice a un cielo
che si traveste sempre più da clandestino;
vecchi mestieri che neanche conosco
mi minacciano alla gola da vicino,
come fossi sempre stato io l'unico nemico.
Altrimenti non sarei qui a chiederti
cos'è che ti ha fatto perdere quella voglia
di scrivere una parola ogni quattro passi,
e tu non ti lasceresti scappare l'occasione
per sfiorare il più atroce dei miei desideri.
Anche se riesco a leggerti in faccia senza guardare,
anche se ogni tanto ti lasci cullare
da un angolo di paradiso che chiudi dentro
un barattolo di vetro. E lo giri e lo rigiri
mentre le mani ti diventano di ghiaccio.
Avrei voglia di salutarti facendo meno rumore,
ma non so camminare in punta di piedi,
e se perdo l'equilibrio è anche peggio,
romperei tutti gli schemi più sottili
senza neanche chiederti il permesso.
Sono poco abile, e tu sempre in attesa
di una risposta che sia anche credibile,
perché è così che mi vorresti,
meno allo sbando e con più coraggio.
Mi sarei stancato anch'io di andare dietro
a uno che pretende di mettersi a correre
senza scarpe, il mondo non può essere
ritratto così, se davanti ci sono mille pensieri.

Parliamo di chi ci sta intorno
e ci riempie di chiacchiere e di carezze,
non c'è niente di male se quello che è stato
ogni tanto torna a tormentare le nostre povere pretese.
Ed è inutile che mi mostri da che parte pende la colpa,
tanto non cambierebbe di una virgola
il benedetto senso di appartenenza,
ti dirò di più se non sarai tanto stanca
da crollare dopo il primo colpo di sonno.
Non volevi disturbare, io lo so come ti senti,
anche se questo tra i dettagli
è sempre stato il meno coerente.
E allora ti aspetto, perché non diventi
ossessione quel tuo sentirti persa
quando non mi vedi aprire la porta
al tuo sorriso che diventa abbraccio.
Perché c'è qualcosa che ogni tanto
ancora mi trattiene, e mi fa paura
sentirti dire che sei sincera, se per me
fare il primo passo non è solo un gesto.
Solo perché non voglio che la tua bocca
sia alla portata di una mia carezza.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 02/03/2014 10:07
    TRACCE DEL NOSTRO ESISTERE... IL MIO ELOGIO E LA MIA SERENA DOMENICA

2 commenti:


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