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Ho appreso storto.

Strasci di luce oltre il cielo.
E tu che fai seduta tra le onde
in una spiaggia di sale?
Ti ho vista e non ti riconoscevo
all'istante quale rapido sospetto
preceduto dall'evento ormai obsoleto
fissato nel passato o in una foto sbiadita.
Sono in torto e in ragione quando
guardo storto il terrore
dell'inevitabile divenire delle cose
messe una su l'altra
in un domino incrociato di parole.
È un sussurro nel vento che sempre si muove
come le placide acque di un lago
morto nel vento del suo solo divenire
tra il grigiore in una giornata di settembre inoltrato
pesante come il fascino del mare
all'ultima boccata del tramonto.

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 06/06/2011 20:21
    Pedissequa...
  • Edmondo F. il 13/06/2008 20:49
    Caro Carmelo, a volte il significato fa parte di chi lo scrive è il lettore ne comprende un più alto senso dello spirito naturale del significante. La tua domanda non è poi così difficile, addirittura banale. Essendo entrambi dotati di internet computer e altri telematismi come si fa a comprendere qualcosa come un avatar nel reale e concreto mondo senza la presenza materiale e a volte astratta di internet. Come fanno ad esistere cio' tutte quelle cose che come me vedi tra pagine web ed altro ancora impossibili da riprodurre nel nostro di mondo. Nascerebbe una buona discussione se non altro.
  • laura cuppone il 15/09/2007 20:05
    evocativa... interessante...
    ciao L

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