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L'inalterato

Le parole vestite dal mare
profumavano di naturalezza
e ne sentivi il piacevole suono
nella spontaneità.
Galleggiavano mentre prendevano il gusto
della fluida trasparenza,
acqua che nell'assenza di colore
richiamava il cielo.
Abbagliante nell'aria
s'inzuppava d'azzurro
innalzando i sali lontani.
Montagne distanti, scure e rocciose
superate le Nere Signore
Rarità del momento.
Ho creduto di non poter sentire
i brividi salire al contrario,
la normalità fa tremare in alto,
ma nell'utopia del sentire
è come una radice,
ben fissa sul terreno
s'innalza e s'ingarbuglia dovunque può.
Strani intrecci nei rami
senti vibrare il cervello,
curva e imperfezione
fanno accapponare la pelle.
La lentezza è un conflitto,
crescere per culminare sulla
più alta montagna:
scuro apice
non ha occhi per vedere e giudicare
cosa è folle o sbagliato.
Dentro un mondo capovolto
L'inalterato
è
scappato.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 15/03/2014 09:52
    Dal tuo riflessivo poetar un profondo costrutto che lascia nella meditazione... ELOQUENZA ALLO STATO DI PUREZZA.
  • Anonimo il 15/03/2014 09:29
    La tua scrittura è sempre intensissima... talmente tanto, che non oso penetrarla per un commento. Vera

1 commenti:


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