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Lontano dai vivi

Per pace vado oltre il cancello,
confine e soglia taciturna
tra la parte dei vivi e la quiete.
M'accoglie un abete,
una lunga fila ad anello
di cedri, salici e cipressi,
un variar di marmo messo in croce,
il ferro forgiato o arrugginito,
il legno inchiodato senza voce
e acerbi ceppi genuflessi.
Molte pietre solo numerate,
avelli e fosse mai scavate
tutti uguali ch'ormai son nessuno.
Il picchiettar del sole, distaccati,
scopre ardesie e busti d'alabastro,
prestigi d'uomo arabescati;
e tempietti d'onice ad incastro,
e tronchi e stele e monumenti:
l'isolata stazione degli abbienti.
Lo sfoggio ancor di signoria,
quel contrasto patrizio del pregiato
mi porta a pensar con apatia
se eran svegli allor che il Padrone
tornato fu della Missione.
Tra evonimi, tassi e travertino.
l'illusorio cammino s'è fermato
e anche se inciso o lavorato
il granito non fa la differenza.
Provo cagione di totale assenza,
come spada la croce mi ferisce
e stordisce spartir fuori le mura
quel vissuto ormai oltre misura.
Mi passa davanti in un minuto
quel frenetico vivere veloce
che di tutto fa simulazione
per vendere cara l'illusione.
Come vorrei fermar la notte fonda
ma preme passar ne l'atra sponda.

 

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5 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 26/03/2014 10:37
    Poesia d'altri tempi nel suo stile e contenuto, da riportarci ai Grandi.
  • Antonio Garganese il 25/03/2014 09:53
    Malinconica ma precisissima, complimenti professore.
  • Rocco Michele LETTINI il 24/03/2014 10:43
    LONTANO DAI VIVI PER MISURARSI CON REALTA' MENO ANGUSTE... OVE TUTTO È AMORE, OVE TUTTO È GIOIOSO...
    UN PREGEVOLE VERSEGGIO CHE INDUCE A RIFLETTERE...

5 commenti:

  • nicoletta spina il 26/03/2014 21:48
    Con grande maestria descrivi il luogo di pace dove tutti sono uguali, seppur le sembianze esterne evocano differenze... anche a me ha ricordato La Livella di Totò. Sempre grata per l'invito alla riflessione.
  • Anonimo il 25/03/2014 16:04
    Bellissima e malinconica lirica sul luogo dove siamo tutti uguali pur adornando con marmo pregiato la tomba, mi ha ricordato La livella di Totò.
  • Chira il 25/03/2014 16:00
    Un po' di pace a volte si afferra solo lì, dove nessun marmo pregiato ci può distinguere: siamo tutti uguali nella morte... ma caro Ugo, ritorna in mezzo alla frenesia del vivere veloce, per favore... ci tocca vivere e quel luogo di pace può aspettare... Sei sempre un Maestro in sentimenti e in poesia melodiosa.
    Chiara
  • Centrone Stefano il 25/03/2014 08:51
    Semplicemente bella.
  • vincent corbo il 25/03/2014 06:54
    Una passeggiata poetica lontano dai vivi... insieme ai tuoi versi ci conduci in un luogo dove le sensazioni sembrano vibrare. La perfetta sintonia tra la natura e l'anima si accende di riflessi e bagliori.

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