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Nel covo infinito

Nel covo infinito
la miseria e gli spigoli
come i pentimenti
si condensano e zampillano
lucidi e rumoreggiano
fra le bucce rosicchiate
nel sangue e nel sudore
negli intestini amari
cupi, acquattati e freddi.
Si sollevano a nugoli
lingue salate e succhiano
l'irripetibile silenzio
appiccicato ai muri,
un dramma troppo stupido
per essere osceno.

Cancello e mi depongo
come una lacrima.
Riempio conchiglie.

 

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1 recensioni:

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  • Alessandro il 04/04/2014 13:24
    Un susseguirsi di immagini dolorose diluite nella tetra dolcezza della terzina conclusiva.

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