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Caos frulla ristorante, ed ecco patatine

Lancette inesistenti
scoccano
l'apoteosi
del sottopopolo

Forano il suolo
trapani incantati
di carne umana
Cenere folle
la vostra prigione
E non crediate
che l'occhio
tenti il suicidio
nel rifiutar
la magia

La pupilla
soffre anzi di paralisi
nello specchiar immota
l'impossibile miraggio
e ancor non trova
giusta erba medica

Ne è roca Voce la portavoce
di matta pagliacciata
Spaventata in angolino
assimila visionaria
cannibali vergini
nell'ingurgito
d'artiglio inferiore

Pianta non è immacolata
ma irta di
babbuine radici
che pur fanciulla esperta
lacrima
nella mietitura

E dolenti candide
corazzate di falce
non ballano sole
il Gran Girotondo:
Pestano i piedi
feticisti gnomi
nel furor di danza
tanto che Terra
asseconda il passo
nel rotolarsi

E Mondo capovolto
rotazion fa del pensiero:
mai straripai d'estasi
nel considerarmi un bel
leprotto.
Agile selvaggina
balza il pie'
di maculata boscaglia
nell'evitar sampietrina
barriera
E fontana psichedelica
sfuma il volto,
non prevedibil ferino
ma quasi d'uomo

Oh storditi compari!
Che affare vestir di mito
la pelle, or che viso
anel bramante
dichiara amore eterno
al coniglio suo!

È però cruccio l'alluce felpato
nel fuggir l'inatteso
salmodiante
dal maniaco berretto
Eppur nessuna vita
m'avea mostrato prelato
che tra i gusti di gelato
sceglie bestia
e scarta feto

Saran forse le acquose
iridi, pudiche streghe
del sortilegio,
o forse si impregna il naso
del balsamico capello?
Sta di fatto che nel saltello
scampo il sacro a due ruote e infuoco
nel fuoco
dell'etereo ragazzin

Orgasmiche polveri
bloccan l'ardore
pensando
novella Sodoma nell'atto
E allor poppa rocciosa
-di inquietante busto-
respinge dita
canute nel tremore

Ah, è mai possibile
volar fuori dal cervello?
O almeno ceder pelliccia
d'attore al prossimo
e divorziar dal gioco.
Provo condanne al rogo
con mente pirotecnica
ma da ceneri teatrali
via non volo io,
solo fenice
di Trattoria

Più non distinguo il peggio dal peggio
or che il profeta tubero ordina
e soffocato broccolo
riceve
Mastica cerume l'occhialuta
discepola, e penso di intuir
l'improvviso fischio che
al Camerier provoca
l'assenza

Lenti vogliono intonar
ninnananne, ma paion
crescendo
spore coreografiche:
Mamimamimammamammamadremadre

Lancette d'orologio
scoccano
la morte

 

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3 commenti:

  • Aurora il 09/04/2014 17:48
    La poesia è nata da "vaneggi" personali mischiati a sogni, diciamo che volutamente non ha un vero significato: forse l'unico significato è proprio il nonsense (elemento che amo molto, e ricorrente nei miei scritti). Vi ringrazio per i commenti
  • Teresa Pisano il 09/04/2014 08:04
    Ammetto che non ho compreso la tua poesia, e l'ho letta una seconda volta. Non l'ho compresa, e mi spiace, ma mentre la leggevo continuavo ad avere la pelle d'oca soprattutto nel leggere "Mamimamimammamammamadremadre..." ho avuto un nodo in gola, ma questa e' un'altra storia...
  • Alessandro il 08/04/2014 23:22
    Molto carina. Ma mi hai fatto venire fame.

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