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Il mio profilo d'uomo

Il mare posso chiamarlo
cantilena di un pastore ubriaco
oppure
lamento di grondaia arrugginita,
non cesserà per questo di bagnarmi i piedi
e di suonare la sua musica
sotto i pontili e le chiglie incrostate.
Il mare ha piena coscienza di se.

Il mondo intorno ha una chiara visione di se.
Io, con radici mozzate, così nebuloso nei contorni,
ho bisogno di puntelli per non smarrirmi.
Il mio profilo d'uomo è definito
dal fatto che il mio cuore ha bisogno di te
anche se il mio animo analfabeta
deve ancora imparare a leggere i tuoi silenzi.

La terra ha radici e mappe, ha colori e profumi.
Ha un'anima segreta fatta di tutte le anime
di chi vi è nato, ha respirato, amato e odiato,
un'anima eterna che si mostra
a chi non la guarda, ma sa come cercarla.

Io sono sughero che galleggia su questa corrente
senza ancoraggio e senza orientamento.
Qualche favilla di questa lava, qualche pausa
di questo primordiale borbottio riesco a strapparla all'aria.
Mi serve per tessere la tela
che arrivi sino a te, metafora della mia felicità,
catturi la tua attenzione e il tuo sorriso
e come rete da pesca mi riporti indietro
il dolcissimo profumo del tuo cuore.

 

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2 commenti:

  • Alessandro il 17/04/2014 19:29
    Richiami all'Odissea, in questo ritorno carico di promesse.
  • loretta margherita citarei il 16/04/2014 16:16
    belle metafore, molto intensa, auguri sergio

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