username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

IL CASTELLO

Maria incrocia l'estate:
Vi contempla i miei occhi e s'allontana.
Il mio racconto è un duro pianoforte
che si suona intorno un Etna rovente.

Ha scelto l'ombra di un albero fittizio
la nuotata nel cloro del laghetto
che incanala patetici lamenti.

Al castello, se la moglie dorme,
il servo ti conduce a quel concerto:
andrete via venti minuti prima:
per capire che hai perso più del trucco.

Ma non puoi restare abbottonata:
una nerbata in meno più divieni vecchia,
al contrario del pesce che sta al bivio
che pure casto non può morire mai.

Nella tazzina sola due lacrime nere.
La frutta nel vimini è andata a male.
Un vecchio giornale, con diritto,
si chiede impaziente se lo bruceranno.
Il mio gatto mi guarda persuasivo:
"Questo tetto cadente si deve abbandonare."

 

0
1 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

1 commenti:

  • Marco Vincenti il 21/03/2008 01:54
    libera interpretazione su questo scritto. Molto piacevole nella lettura

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0