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Da sola in cima al mio mondo

Una rovina in piena regola, probabilmente;
con gli ultimi appunti che rimangono appesi
a un filo che ha dell'incredibile, rosso
come una vecchia trapunta abbandonata
in mezzo a un mare di inutili ripensamenti.
Sempre gli stessi, anche se il tempo
ha lasciato qualche segno che vorresti
nascondere sotto una di quelle pietre
che hai deciso di colorare di verde.
Punti di riferimento per chi si crede perso forse,
oppure non lo so, sono là e basta.
Ad aspettare che un genio si rimbocchi le maniche
e le faccia rotolare più a valle,
ho sentito dire che c'è il mare, volendo.
Basta anche solo voltarsi dall'altra parte,
anche se è vero, il più delle volte
dimenticarti è difficile. Perché poi devo
riprendere un discorso che rimane sempre
a metà altezza, e un po' si sfilaccia anche.
Brutto da vedere, con quelle parole sparse
tutte intorno, come il chiarore incerto
che certi lampioni fanno rimbalzare sui tetti,
quando i cani sono irrequieti e non si è ancora fatto giorno.
Io di solito sono là dietro, a ricucire antiche ferite.
A mani nude, tu un po' più di lato.

Ci sarebbe da parlare anche di quelle strane idee
che ogni tanto ti frullano per la testa,
e delle infinite incertezze che dimentichi
sulle mensole insieme ai fiori secchi.
Ma c'è un disegno fatto a righe
che non riesco ancora a trattenere,
anche se lanciarlo con la faccia rivolta al sole
sarebbe la peggiore condanna,
quasi una morte prematura. Povera figlia.
E allora non so più cosa è meglio,
se tu rimani ferma come un bersaglio
e io ho sempre qualcosa da tirare in ballo.
Ci manca solo che mi metta a scrivere
di quando persi la pazienza e scambiai
quell'altra cosa per il primo amore,
e allora sì che non ci sarebbe più niente
da lucidare sotto la pelle.
Non mi dovrei addormentare, è questa
la verità che più mi spaventa; stare all'erta,
sempre e comunque, perché il nemico
può essere alle porte e non lo posso convincere
se non m'invento una favola come si deve.
Forse ti piacerebbe fosse solo un alibi,
e che dopo due minuti ti prendessi per mano
e ti dicessi che il futuro è sempre stato
alla nostra portata. In fondo, chi lo sa
che cosa pensi? Se rimanessi per più tempo
ai margini forse potrei capirlo.
Ma tu hai fretta, e io continuo a ripassare la lezione
con le mani impacciate e due ossa di limone tra i denti.
Per farti sentire al centro, da sola in cima al mio mondo.

 

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1 recensioni:

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  • Ela Gentile il 01/05/2014 19:40
    Era un po' di tempo che non leggevo quest'autore, ricordavo bene che era un ottimo poeta, ma questa poesia mi ha sbalordita, mi è piaciuta immensamente per il contenuto, lo stile, le similitudini e le metafore che hanno arricchito il testo dall'inizio alla fine. È stata una lettura molto piacevole e interessante che apprezzo e mi complimento!...

2 commenti:


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