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Tra terra e mare

Scioglie l'acqua
i nodi
dei nostri baci,
in un sobbalzo
dei sassi,
cercano disfatti
la corrente.

Mitiga la brezza
di soffi leggera
l'ansia mia
a ricercare la speranza
di una nuova onda.

Non galleggia
il mio amore,
s'è perso.

 

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3 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • roberto caterina il 18/06/2014 07:40
    un tema classico, un verso semplice e chiaro come l'acqua che scorre e fa tornare i perduti amori
  • Don Pompeo Mongiello il 01/06/2014 18:33
    Non ti preoccupare, appena sarai conosciuto lo Staff ti sarà riconoscente. Continua e te ne sentirai grato!
  • Francesca La Torre il 11/05/2014 11:17
    bella poesia su un amore che finisce. Un modo originale per descrivere un evento che a molti puo' dare solo tristezza.

3 commenti:

  • Carmine Impagnatiello il 13/06/2014 15:54
    Grazie assai, Paola. Sono abituato ad arrangiarmi." L'attesa che uccide" parla per me.
    Ciao.
  • Anonimo il 13/06/2014 15:43
    I tuoi versi, sono molto belli Carmine. Mi dispiace aver letto tutto solo adesso.
    Complimenti.

    Purtroppo, debbo dirti che lo Staff, è diventato fantasma. Qui, ci stiamo arrangiando come possiamo... e si salvi chi può!
  • Carmine Impagnatiello il 01/06/2014 08:39
    Lo Staff tarda assai a pubblicare... Vabbuono accussì.

    L'attesa che uccide

    La mattina svegliarsi è un grande sforzo per la mente e per il corpo. Vorrei non pensare, vorrei dimenticare che è un nuovo giorno che mi infastidisce, che mi ricorda la mia disavventura con la vita. Vorrei tentare di non aprire gli occhi, convincermi che posso stare ancora sospeso tra la vita e la morte, perchè il sonno è fratello della morte, un amico che ti conforta o ti tormenta, buono o crudele come un aguzzino che ti accarezza e poi ti tortura. Se devo svegliarmi per avere sapore di fiele in bocca, allora caccerei indietro quel fastidio e fingerei ancora di dormire.
    Ciro mi dice che fuori sulla strada c'è Peppiniello O Strunzo, un avanzo di galera che ha le narici marce a furia di sniffare. Lo odio perchè non mantiene le promesse e sfrutta la sua violenza per dettare legge nel quartiere. Il soprannome di O Strunzo gliel'ha dato Vicienzo Esposito quando si è accorto che approfittava di sua sorella Addolorata e gli ha promesso che presto lo chiuderà in un sacco nero.
    Vorrei non svegliarmi per continuare quel sogno, anche se è orrendo, ma mi ritrovo sempre a ridere con ferocia mentre Peppiniello annaspa nella sua... merda.
    -Non si può dire questa parola, sei nu svergognatu!
    - Vicienzo, ma tu che ci fai nel mio sogno?
    -Scusame, ma non c'è bisogno che tu lo dica. Peppiniello lo sa quello che è!
    Sì, Peppiniello è nu cesso!

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