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Insegnami a guardare

Schiarisci il vetro appannato
dalla mia irrazionalità,
è un tremo che avanza
disperdendo vapore spettrale.
Biancastro travolge perdendoti
nella finta chiarezza dei sensi,
scrivimi sulle pupille velate
dalla polvere lattea del cielo.
Sposterai gli astri abbaglianti
mostrandomi la lucidità
del reale a me lontano.
Carne, mia pelle, mucchio d'atomi
combinati nella confusione,
respiro sangue col cuore,
ambisco a contrarre i miei polmoni
per far circolare quasi vento nelle
mie vene
per star sempre
a tre piume da terra.
Vedo i lampioni
che attornano il mio paese
da un'altra prospettiva luminosa:
riflettono me stessa sotto ai miei piedi,
e mai la mia sagoma mi cammina davanti
o tenta d'inseguirmi.

Forse è un errato modo d'osservare
se m'avverto meno lontana dal volo:
tre millimetri da terra
son il passo per salire
sopra il giglio alato.

Ma tu riportami al suolo
se ancora io posso capire
ch'è possibile passeggiare
sopra verdi e giovani prati,
insegnami se vuoi ad andare,
insegnami se vuoi,
a guardare...

 

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