accedi   |   crea nuovo account

Aquilone senza fili

Mio caro
Non mi appartenevi
Ma io, di creta concava, ti contenni, felice
Per te fui il passaggio segreto
Ti condussi alla luce di questo mondo
Per me, fosti una pergamena di scritti, non ancora svelati
Mio caro
Non mi appartieni
Nessun filo fra noi, solo ali
Le tue... le mie...
Siamo sguardo d'azzurro, che si interroga
Nel verde di sciarade
Sguardo di verde, che si allieta
Nell'azzurro di speranza
Mio caro
Non mi apparterrai
Ti guardo camminare verso il tuo tempo
Percorrere colli e chine
Volare alla volta del cielo
Sondare la profondità del mare
E un giorno, verra' reciso il fiore
Che ti instilla sangue, goccia a goccia
Andrai lontano... libero... figlio... figlio del mondo...

 

2
4 commenti     3 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

3 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Ferdinando il 23/08/2015 04:13
    Molto apprezzata... complimenti.
  • Anonimo il 03/06/2014 18:04
    I figli sono pezzi di cuore, recita un detto, ed è vero. Ma fare un figlio, una volta cresciuto, non significa possederlo, fare di lui secondo i propri desideri... significa amarlo, esserci quando ha bisogno e va lasciato libero di fare le proprie scelte, qualunque esse siano; ovviamente è necessario ascoltarlo; possiamo dire la nostra, mettergli davanti tutte le cose che potrebbero succedere, ma alla fine sono sempre loro che dovranno fare esperienze di vita, purtroppo anche negative, ma solo così potranno crescere.

    Poesia condivisa, stupenda.
  • Anonimo il 03/06/2014 17:25
    Un concetto molto ben rappresentato dalla metafora poetica espressa.
    Nell'opera si apprezza l'iniziale presa di coscienza d'una madre, d'essere soltanto un tramite, praticamente quel filo che permette all'aquilone di volare libero, una volta raggiunto lo spazio necessario per spiccare il volo.
    Una poesia che chiama a riflettere sul vero significato tra genitorialità (in questo caso della maternità e figliolanza, nonché sul concetto di possessività e di esclusività con cui si intendono i figli, nella maggior parte dei casi.
    Spesso confondiamo la libertà nostra con quella dei figli, finendo col limitare la loro libertà. Forse potrà anche pesare, ma nessuna gioia può essere più grande di dare all'altro la possibilità di crescere e di esprimersi secondo la propria liberta. Mi fermo qua, ma si potrebbe andare ancora oltre.

4 commenti:

  • Fabio Mancini il 07/06/2014 09:50
    Mi sono piaciute le metafore poetiche hai hai usato, specie nella prima parte. Anche il titolo dell'opera lo trovo molto pertinente. Tutto molto bello e condiviso. Ciao, Fabio.
  • Ugo Mastrogiovanni il 05/06/2014 09:27
    Di sconfinate dimensioni il cuore di questa madre, che medita sulle vie inesplorate pronte ad accettare il cammino di un figlio tanto amato. Versi emozionanti, augurali e pieni di speranza, non potrebbero essere diversi quelli di una mamma, ma anche strumento di sfogo e commozione, espressione di affetto e dedizione imperituri.
  • loretta margherita citarei il 03/06/2014 19:33
    toccante bella poesia, i figli nn sono nostri diceva gibran, molto bella
  • Anonimo il 03/06/2014 17:27
    Scusami, ma mi è scappato un pupazzetto, al posto di una parentesi chiusa!

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0