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Il vagito di mio nipote

Appena nato
dal grembo strappato
ebbi un vagito urlato
ma poi d'incanto
in un abbaglio di luce
mi acquietò una voce.
Eri tu,
dolce neonatologa,
che mi visitavi
ma tanto mi rivoltavi
e già tra me pensavo...
dammi tempo
e per natio desio,
appena più grande,
ti strapazzerò io
con rime baciate,
atavica mania
di fare poesia,
perché la tua dolcezza
è un fiore
che inebria le menti
e intenerisce i cuori,
ingelosisce le mamme
e invaghisce i papà
ma fa tanto ammattire
quel brontolone di mio nonno.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 05/06/2014 07:29
    La natività si fa uomo e strapazza in rime baciate la sua dolcezza... il fiore della purezza che intenerisce il cuore... gratificando gelose mamme e invaghiti papà sotto il brontolio del nonno... Matto d'una catena di vita... Beh, spero di aver afferrato quanto intendevi... LA MIA SERENA GIORNATA E IL MIO PLAUSO...

3 commenti:

  • Anonimo il 05/06/2014 22:30
    Mi associo con Rocco! Molto carina! È sempre un piacere leggerti.
  • Anonimo il 05/06/2014 12:20
    E il nonno ammattisce, brontola, ma gongola...
  • Francesco Andrea Maiello il 05/06/2014 09:21
    Mi hai centrato il pensiero, Michele! Ricambio la buona giornata e il plauso per avermi colpito!!!

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